Licenziato per una firma mancata. Ma senza essere mai stato avvisato.
Finisce in Tribunale e vince. Un docente di Marsala sarà reintegrato in servizio dopo che il giudice ha dichiarato illegittimo il suo licenziamento.
La vicenda arriva da una scuola di Castelfranco Veneto, che ora dovrà riassumerlo e pagare anche le spese legali.
Il contratto annullato per una dichiarazione non firmata
I fatti risalgono allo scorso mese di settembre. Il professore marsalese si era visto annullare il contratto di lavoro per non aver sottoscritto la dichiarazione relativa alle situazioni di incompatibilità e cumulo di incarichi.
Un atto formale, certo. Ma che – secondo il Tribunale – non poteva trasformarsi automaticamente in un’espulsione senza passaggi intermedi.
Il giudice: prima l’avviso, poi eventualmente il provvedimento
Il Tribunale ha accolto il ricorso del docente, difeso dallo Studio legale Carini con gli avvocati Francesco Carini e Giuseppe Scilabra.
Nella decisione viene evidenziato un principio semplice: la scuola avrebbe dovuto prima avvertire il lavoratore della necessità di firmare il documento e solo in caso di rifiuto procedere con il licenziamento.
Questo passaggio non c’è stato.
E l’assenza di quella comunicazione preventiva ha reso illegittimo il provvedimento.
Reintegro e spese a carico del Ministero
Il docente dovrà adesso essere riammesso in servizio. Non solo. Il Ministero è stato condannato anche al pagamento delle spese legali.
Una vicenda che riporta al centro un tema ricorrente nella pubblica amministrazione: il rispetto delle procedure e delle garanzie per i lavoratori.
Perché anche una firma mancata non può cancellare diritti fondamentali.