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15/02/2026 06:00:00

Asilo Infranca, il Sindaco rompe il silenzio: «Riapertura atto dovuto, ora basta commissariamenti»

 La riapertura dell’asilo Infranca di via Campobello, a Castelvetrano, non è più solo una questione di servizi sociali, ma il centro di una battaglia di atti e decreti tra il Comune e il Commissario straordinario dell’ASSAP, Giuseppe Paladino. Ne abbiamo parlato qui, qui e qui. In un clima di forte tensione, il sindaco Giovanni Lentini ha deciso di rompere il silenzio, definendo l’operazione di apertura un atto dovuto: «Noi abbiamo un obbligo di aprire l'asilo. Punto. L'abbiamo fatto e lo faremo nell'interesse della collettività».

Secondo l'analisi dei documenti condotta dall'amministrazione, la titolarità della gestione è “blindata” da norme regionali. Il Sindaco richiama con forza l’articolo 7 del decreto di finanziamento per la ristrutturazione: «Quel decreto prevedeva che il Comune doveva procedere alla gestione diretta o indiretta dell’asilo. C’è una norma specifica che dice che i comuni debbono procedere».

L'impossibilità di affidare il servizio all’ASSAP, soluzione auspicata dal Commissario, non sarebbe allora una scelta politica ma un limite tecnico insuperabile. Lentini chiarisce che l’ente proprietario non possiede i requisiti minimi: «L’ASSAP è in commissariamento, non ha personale specializzato, anzi ha debiti nei confronti del personale pregresso. Per gestire un asilo nido bisogna essere iscritti a un albo regionale (Legge 22/86); se non sei iscritto, non hai i requisiti».

Tuttavia, al di là delle ragioni del diniego, resta il fatto che – se il Comune davvero avesse deciso di affidare la gestione dell’asilo all’ASSAP Infranca – l’ex IPAB si sarebbe trovata ancora una volta a corto di fondi. Perché l’ASSAP deve dei soldi al Comune. E al momento della liquidazione delle somme per la gestione dell’asilo, quelle somme finirebbero per compensare in automatico il debito preesistente. A quel punto: dove troverebbe l’ASSAP le risorse per pagare il personale e i costi di gestione? Con le casse vuote, gestire il servizio è di fatto impossibile.

Eppure non è dello stesso avviso il Commissario Paladino, che in un’ultima nota, ribadisce il diritto dell’ASSAP di gestire direttamente l’asilo nido. Un diritto che, a suo dire, viene negato soltanto sulla base di una «pretesa debitoria non verificata», ovvero un debito tributario nei confronti del Comune la cui entità non sarebbe, secondo Paladino, ancora del tutto certa. Posizioni contrastanti, insomma, che sembrano non trovare un terreno in comune.

Sulle richieste di canoni d’affitto avanzate dal Commissario, invece ci sarebbe un atto fondamentale del 2009, siglato dall’allora presidente dell’ente, l’avvocato Giovanni Messina. «Nel 2009 – spiega Lentini – l’avvocato Messina dava al Comune il locale in comodato gratuito per 20 anni. 2009: se aggiungiamo venti arriviamo al 2029. E’ evidente che fino a quella data siamo legittimati a restare lì». Tutta l’operazione di ristrutturazione, del resto, nacque proprio perché l’ASSAP mise la struttura a disposizione del Comune affinché quest’ultimo potesse intercettare i fondi pubblici.

La contesa riguarda anche la seconda ala dell’edificio, destinata al progetto “Barrio”, un polo di aggregazione giovanile finanziato per 750.000 euro. Un finanziamento che il Comune ha dovuto difendere in tribunale: «Avevamo ragione al 100% e abbiamo vinto la causa al TAR».

Ma questo finanziamento sarebbe stato richiesto sia dal comune che dal Commissario Paladino che, più volte, ha lamentato l’impossibilità di averne la relativa documentazione, perché l’amministrazione comunale gli avrebbe chiesto 600 euro. Per questo motivo, Paladino avrebbe scritto alla Regione Siciliana, ritirando la propria firma in autotutela. «La documentazione è sempre stata a disposizione del commissario, visionabile in qualsiasi momento – ha ribadito il sindaco Lentini – Poi, se la richiesta è quella di averne una copia da portare via, la cosa è regolata dagli uffici tecnici e dalle relative procedure»

 

La documentazione sarebbe servita al Commissario per verificare l’eventualità di una sovrapposizione tra i lavori del “Conto termico”, ovvero la strategia di efficientamento energetico promossa da Paladino per gli immobili dell’ASSAP, e quelli del finanziamento ottenuto dalla Regione Siciliana. La sovrapposizione, però, a conti fatti, non riguarderebbe soltanto le date di inizio dei lavori. Infatti, anche i lavori del finanziamento prevedono, nella ristrutturazione, gli interventi per l’efficientamento energetico. Ecco che allora il Conto termico è in totale conflitto con i lavori regionali ed è difficile che possano essere stralciati dalle opere finanziate.

 

Nel frattempo, l’obiettivo del Comune è quello di porre fine alla fase dei commissariamenti. «Un Commissario ha un compito limitato nel tempo: sistemare le carte e invitare alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione» ha affermato Lentini, auspicando che la Regione Siciliana possa fare in modo che il Consiglio di Amministrazione possa insediarsi al più presto.

In attesa che la burocrazia faccia il suo corso, la pietra è stata gettata nello stagno: l’asilo ha riaperto, e il Sindaco non intende fare passi indietro: «Quando lo stagno è fermo, tutti dicono che è uno stagno e finisce là. Ma se butti la pietra si creano le onde e nasce la polemica. Un asilo che torna a funzionare è un valore aggiunto del territorio».

Daria Costanzo

Egidio Morici