Le mareggiate delle ultime settimane mettono in ginocchio le saline della provincia di Trapani. Danni gravi alle arginature, produzione 2026 già compromessa e richiesta formale di intervento urgente al Libero Consorzio. È l’allarme lanciato da Sicindustria Trapani.
L’associazione degli industriali ha scritto al presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani per segnalare la situazione critica che interessa l’intero sistema delle saline lungo la fascia costiera tra Trapani e Marsala.
Mareggiate eccezionali e argini crollati
Dal 30 gennaio scorso, le mareggiate provenienti da Ovest-Nord Ovest, unite a livelli di marea mai registrati prima, hanno provocato innalzamenti fino a 1,5 metri. Un dato anomalo rispetto ai consueti 60-70 centimetri che caratterizzano la costa trapanese.
Le arginature in tufo, alte meno di un metro, non hanno retto alle oscillazioni prolungate. Risultato: vasche allagate e salamoie fortemente diluite.
Tra le realtà più colpite c’è la SOSALT S.p.A., azienda che dà lavoro diretto a oltre 80 famiglie. I danni maggiori si registrano alla Salina Zavorra, nel tratto tra l’Ospizio Marino e la foce del Lenzi-Baiata, ma criticità si segnalano anche alle saline Ettore e Infersa nel territorio marsalese e negli impianti di Galia, Paceco, Calcara, Morana e Chiusa, nel comune di Paceco.
In diversi casi si è verificata l’esondazione dei canali perimetrali.
Stagione 2026 a rischio
La stagione produttiva 2026 è già compromessa. La diluizione delle salamoie rischia di rallentare o impedire l’avvio primaverile della raccolta del sale.
Il comparto provinciale delle saline produce mediamente tra 130 mila e 150 mila tonnellate annue, con un fatturato che supera i 25 milioni di euro. Gli occupati diretti oscillano tra 150 e 200 unità, ai quali si aggiunge un indotto di pari dimensioni.
Numeri che fotografano un settore strategico per l’economia della costa trapanese.
Non solo economia, ma ecosistema
Le saline non sono solo impianti produttivi. Rappresentano un ecosistema unico, sottoposto a vincoli ambientali e riconoscimenti di qualità per il Sale Marino di Trapani. L’area rientra nella Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco ed è candidata a riconoscimento come Riserva della Biosfera MaB-UNESCO.
La perdita di questo patrimonio, sottolinea Sicindustria, sarebbe irreversibile non solo sul piano occupazionale ma anche ambientale e culturale.
La richiesta: stato di emergenza e tavolo operativo
Le aziende stanno predisponendo interventi urgenti, ma le dimensioni dei danni superano le forze disponibili. Inoltre le condizioni meteo restano instabili.
Per questo Sicindustria chiede al Libero Consorzio di attivare immediatamente le misure necessarie per mettere in sicurezza le arginature e prevenire ulteriori danni, in coordinamento con le imprese e le autorità competenti.
Richiesto anche l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza e l’ottenimento di risorse straordinarie regionali e nazionali.
Infine, l’associazione sollecita la convocazione urgente di un tavolo operativo con aziende, associazioni di categoria ed enti gestori, per definire un piano di interventi immediati e di medio periodo.
Il timore, condiviso nel territorio, è che senza un intervento tempestivo il sistema delle saline possa subire un colpo difficilmente recuperabile, con ripercussioni su lavoro, ambiente e identità della costa trapanese.