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20/02/2026 06:00:00

SP20, partiti i lavori: possibile riapertura a senso alternato, ma Pizzolungo resta in trincea

I lavori sono iniziati. Dopo giorni di deviazioni e proteste, questa mattina il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha avviato l’intervento per ripristinare la viabilità sulla SP20, nel tratto di San Cusumano dove lunedì scorso l’asfalto è crollato al passaggio di un’autobotte su un punto ormai “svuotato” dall’erosione del mare.

 

L’aggiornamento principale riguarda la riapertura: presumibilmente lunedì la strada potrebbe tornare percorribile per metà carreggiata, con senso unico alternato regolato da semaforo, così da consentire il transito in sicurezza. 

 

È una boccata d’ossigeno, ma non basta a cancellare i disagi di queste ore: fino ad allora – e anche dopo, con una circolazione rallentata – le tre comunità costiere continuano a pagare un conto pesantissimo.

 

 

Perché il punto, dicono i residenti, non è solo “passare”. È tornare a vivere. Chi prima impiegava dieci-quindici minuti per raggiungere Trapani, oggi deve deviare da Sant’Andrea, salire verso Valderice e poi ridiscendere verso il capoluogo: quarantacinque minuti, spesso anche di più. Di sera il percorso alternativo diventa un viaggio nel buio: strade poco illuminate, carreggiata stretta, tratti scivolosi soprattutto nella zona del Parco degli Aromi, dove perdite d’acqua invadono il manto stradale.

 

 

E poi c’è la paura, quella che non si misura con il navigatore. «Siamo isolati – dice Domenico – e se serve un’ambulanza sono guai». In caso di emergenza, ambulanze e mezzi di soccorso sono costretti a percorrere oltre venti chilometri in più. E c’è chi prova a trasformare la rabbia in una proposta: «Considerato l’isolamento, chiedo almeno due pullman al mattino e due a mezzogiorno – scrive Enza – per consentire soprattutto agli anziani di continuare le terapie o di potersi sottoporre ad accertamenti clinici».

La questione è arrivata anche in Consiglio comunale. Simona Mannina, consigliere del Comune di Erice, ha chiesto di valutare percorsi alternativi e misure straordinarie per limitare i disagi, perché il punto non è solo reggere l’urto di questi giorni, ma immaginare una soluzione che non lasci le frazioni appese a una sola strada.

 

 

Ed è qui che entra l’intervento più duro, quello di Vincenzo Maltese, dirigente dell’associazione Codici e consigliere comunale di Erice: «Sono ben tre le comunità locali al momento tagliate dal collegamento dell’unica arteria che collega Trapani, Pizzolungo e Bonagia – afferma Maltese – i disagi riguardano lavoratori, studenti, famiglie con bambini, cittadini che necessitano cure domiciliari e assistenza sanitaria. Non è solo un problema di traffico: è un problema di sicurezza pubblica». E insiste: «Chiedo che gli enti preposti facciano presto con lavori di somma urgenza. Nel lungo termine la soluzione potrebbe intravedersi nell’intervento del Presidente della Regione, che come Autorità territoriale di Protezione Civile può adottare provvedimenti straordinari per fronteggiare situazioni di grave pericolo».

 

Sul fronte istituzionale, il Comune di Erice rivendica la regia del confronto che ha sbloccato l’intervento. È stato infatti un tavolo convocato dal Comune, lo stesso giorno del cedimento, a mettere attorno alla stessa scrivania Libero Consorzio, Demanio Marittimo, Capitaneria, Soprintendenza, Polizia municipale e Italgas, ottenendo la necessaria autorizzazione del Demanio. «Non è solo un problema di viabilità provinciale – dichiara Daniela Toscano – ma riguarda la vita quotidiana della nostra comunità».

 

 

Nel suo aggiornamento la sindaca ha ringraziato il presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci, il dirigente Maurizio Falzone e i tecnici Massimo Castiglione e Giovanni Culcasi, oltre al Demanio Marittimo con Mario Pantaleo e Donatella D’Angelo, sottolineando – per chiarezza dei fatti – che la strada è provinciale.

Il cronoprogramma, adesso, è quello dei cantieri: l’intervento durerà circa 15 giorni a partire da oggi. La ditta incaricata realizzerà una scogliera radente la strada per proteggere l’asse viario dal mare e fermare l’erosione che ha svuotato il sottofondo. Poi sarà il turno delle verifiche con Italgas sulla condotta del gas, e infine il rifacimento del manto stradale.

 

I lavori ci sono, e si vedono. Ma per Pizzolungo, Bonagia e Lido Valderice la partita non è chiusa: anche con un semaforo e una corsia riaperta, restano i tempi triplicati, la viabilità fragile e l’ansia di chi continua a chiedersi cosa succede se l’emergenza arriva prima della normalità.