×
 
 
04/04/2026 06:00:00

Area cani a Marsala, progetto sotto accusa: “Spazio inadeguato”

Nascerà tra qualche settimana l’area sgambamento dei cani a Marsala, nella zona adiacente la palestra Nicola Grillo. Si tratta di poco spazio, in verità, e di un progetto che fa acqua da tutte le parti. Sono diversi i cittadini che hanno segnalato l’area come non adeguata. Ad avere messo mano al progetto e ad averlo portato in Aula i consiglieri comunali Leo Orlando e Gabriele Di Pietra, che, guarda caso, abita proprio di fronte l’area sgambamento.

La normativa siciliana sulle aree sgambamento cani, aggiornato il disegno di legge al 2025, ha dei riferimenti chiari: i Comuni possono destinare aree a verde urbano per realizzare aree sgambamento, ma devono rispettare strumenti urbanistici e la normativa igienico-sanitaria. E qui, infatti, c’è il primo inghippo: la Regione non entra nei dettagli tecnici, ma autorizza e incentiva i Comuni a realizzarle.

 

Le indicazioni
Seppure la Regione non dia delle linee guida complete, il testo regionale dà alcuni indirizzi progettuali. Intanto preferenza a superfici naturali, quindi meno cemento possibile ma molta terra battuta o prato. Inserimento di percorsi e giochi per cani, fontanelle, cestini per deiezioni, panchine. Quindi, in Sicilia, e qui c’è il danno, i Comuni individuano l’area, definiscono dimensioni e dotazioni, approvano il regolamento d’uso.

 

L’area di Marsala
L’investimento è di 90 mila euro, per un intervento inserito nel Programma triennale delle Opere pubbliche 2025/2027. Verrà sistemato, dicono, il verde esistente e saranno piantumate nuove essenze. Di verde esistente non ce n’è. Si tratta di ciottolato e di erbe spontanee: bisognerebbe creare un prato e poi avere pure la capacità di curarlo e manutenerlo. La pavimentazione in ciottolato non è adeguata allo sgambamento dei cani, e lo sanno pure i bambini. La fontanella esistente non è adeguata per un’area sgambamento.

Non è dato sapere, ad esempio, se in quell’area ci saranno un’entrata e un’uscita; non si sa se c’è la necessaria separazione tra cani grandi e piccoli, né le dotazioni minime vincolanti. In verità, le norme a cui bisogna rifarsi sono quelle più ampie del benessere animale (leggi nazionali e regionali), della sicurezza urbana e dell’igiene pubblica. In soldoni, in Sicilia esiste una norma che consente ai Comuni di realizzare aree sgambamento, ma mancano linee guida tecniche regionali vincolanti. Il risultato è che ogni Comune fa da sé, con standard spesso disomogenei.

 

Bisognava copiare e non intestarsi un risultato fallimentare
In un’area che curi davvero il benessere animale è necessario non solo il percorso di Agility Dog (dicono sia inserito in progetto), ma anche zone d’ombra e panchine. In questo momento stanno costruendo dei recinti con tufi, con poco spazio di movimento: se il cane sgamba deve correre e non camminare.

L’area sgambamento cani pubblica più grande d’Italia è quella del Parco Uditore di Palermo, circa 5.000 mq destinati agli amici a quattro zampe.

L’area è suddivisa in 4 zone distinte, tutte appositamente recintate e munite di cancelletto e fontanella, per garantire agli animali sempre dell’acqua fresca.