Al via l'ottava edizione di TrapanIncontra, si riparte dalla gentilezza con Simone Tempia
La Biblioteca Fardelliana di Trapani ha aperto l’VIII edizione di TrapanIncontra con una parola che sembra fragile e invece chiede coraggio: gentilezza. La rassegna letteraria, quest’anno intitolata “Ricostruire – La cura delle parole”, si è inaugurata con Simone Tempia, creatore di “Vita con Lloyd” e autore de “Il giardino del tempo. Vita con Lloyd”, pubblicato da Rizzoli Lizard.
L’incontro ha dato subito il tono dell’edizione. Ricostruire, nella proposta della rassegna, non significa aggiustare in superficie ciò che si è rotto, ma tornare alle fondamenta: alle parole che si usano, ai legami che si consumano, al modo in cui una comunità sceglie di parlare di sé.
Ad aprire la serata è stata l’assessore alla Cultura del Comune di Trapani, Rosalia d’Alì, che ha richiamato il valore della cultura come infrastruttura della democrazia. La biblioteca, in questa visione, non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio di confronto civile.
A introdurre il percorso è stato poi il curatore della rassegna, il giornalista e scrittore Giacomo Pilati. Il tema scelto per il 2026 attraversa otto appuntamenti e altrettante parole necessarie: gentilezza, bellezza, memoria, pace, parole, mito, destino e amore.
La cura delle parole
Il titolo “Ricostruire – La cura delle parole” nasce da una constatazione semplice: le parole possono ferire, dividere, irrigidire. Ma possono anche ricucire.
La Biblioteca Fardelliana, presentando la rassegna, ha spiegato che il percorso si muove tra ferite e rinascite, testimonianze e racconti capaci di reinventare linguaggi. È una chiave molto attuale, in un tempo in cui il dibattito pubblico sembra spesso costruito sull’urto, sulla semplificazione e sulla reazione immediata.
TrapanIncontra prova a collocarsi sul versante opposto. Non per addolcire i conflitti, ma per restituire peso alle parole. Scegliere un termine, ascoltare una storia, entrare in un libro sono gesti meno rapidi di un commento, ma più profondi.
La presenza di Tempia per l’incontro inaugurale ha dato concretezza a questa impostazione. “Vita con Lloyd” nasce proprio da dialoghi brevi, ironici, spesso leggeri nella forma ma capaci di toccare questioni molto umane: paura, tempo, fragilità, desiderio, fallimento, fiducia.
Simone Tempia e il giardino del tempo
Simone Tempia ha presentato “Il giardino del tempo. Vita con Lloyd”, ultimo capitolo della saga costruita attorno a Sir e al suo maggiordomo immaginario Lloyd.
Nel libro, i due personaggi si ritrovano in un luogo metaforico sospeso tra passato e presente. Un giardino interiore in cui ciò che sembrava perduto può ancora fiorire.
È una forma narrativa riconoscibile, quella di Tempia: il dialogo come piccolo teatro morale, l’ironia come strumento di precisione, la leggerezza come modo per avvicinare temi che altrimenti rischierebbero di diventare troppo solenni.
Durante l’incontro, il pubblico ha ritrovato proprio questo tono. Tempia ha parlato della gentilezza non come galateo o educazione di facciata, ma come pratica quotidiana di resistenza.
“La gentilezza è una forma di rivoluzione”, ha detto, spiegando che un gesto gentile produce effetti benefici prima di tutto su chi lo compie. Il corpo lo registra: il cuore rallenta, la pressione si abbassa, il benessere cresce.
Contro l’antropofagia sociale
Nel dialogo con il pubblico, Tempia ha ragionato anche sugli anni difficili attraversati dalla società contemporanea. Uno degli elementi più preoccupanti, secondo l’autore, è la crescita di un cinismo diffuso.
Lo ha definito una forma di “antropofagia sociale”: una tendenza a cannibalizzarsi reciprocamente, perdendo la capacità di autocritica e di misura.
Da qui il richiamo a Ettore Petrolini e al bisogno di un “sano orrore di se stessi”. Non un esercizio di colpa sterile, ma la possibilità di guardarsi con lucidità, riconoscere le proprie contraddizioni e diventare persone migliori.
Il passaggio è centrale perché sposta la gentilezza dal piano dell’atteggiamento al piano della responsabilità. Essere gentili non significa evitare i conflitti o rinunciare alla verità. Significa scegliere un modo di stare nel mondo che non trasformi ogni relazione in scontro.
La biblioteca come spazio civile
TrapanIncontra si svolge alla Biblioteca Fardelliana, una delle istituzioni culturali più importanti di Trapani. Fondata nel 1830, la biblioteca conserva un patrimonio storico rilevante e continua a essere uno spazio pubblico di studio, lettura e partecipazione culturale.
La scelta di tenere qui la rassegna non è solo logistica. La biblioteca è il luogo in cui le parole vengono custodite, ma anche rimesse in circolo.
In questo senso, l’apertura con Tempia ha funzionato come dichiarazione di metodo. La ricostruzione di cui parla TrapanIncontra non parte dai grandi discorsi, ma da pratiche quotidiane: leggere, ascoltare, fare domande, scegliere con attenzione le parole.
Sono gesti apparentemente minimi. Ma in una comunità possono diventare una forma di manutenzione civile.
Una rassegna dentro la rete dei festival
TrapanIncontra è organizzata dal Comune di Trapani – Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Fardelliana. La rassegna è curata da Giacomo Pilati e fa parte della Rete dei Festival Letterari della provincia di Trapani.
L’edizione 2026 prevede otto appuntamenti da febbraio ad aprile, con figure del panorama culturale italiano chiamate a declinare il tema della ricostruzione da prospettive diverse.
La formula è quella dell’incontro con l’autore, ma il disegno è più ampio. Ogni appuntamento diventa un tassello di un percorso che attraversa parole e temi sensibili: la gentilezza con Simone Tempia, la bellezza con Sabrine El Mayel, poi memoria, pace, mito, destino, amore.
È un modo per costruire continuità. Non un singolo evento isolato, ma una rassegna che prova a fidelizzare un pubblico e a riportare la conversazione culturale dentro uno spazio cittadino.
Il prossimo incontro
Il prossimo appuntamento di TrapanIncontra è venerdì 6 marzo, alle 18, sempre alla Biblioteca Fardelliana.
Ospite sarà Sabrine El Mayel, divulgatrice d’arte siciliana di origine berbera, con il libro “Nessun dipinto mi spezzerà il cuore”, pubblicato da BeccoGiallo. Il tema dell’incontro sarà “Ricostruire la bellezza”.
Il volume propone un viaggio nei segreti nascosti dei capolavori dell’arte, invitando a rinnovare lo sguardo su ciò che spesso si pensa di conoscere già.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Le informazioni utili
L’VIII edizione di TrapanIncontra si svolge alla Biblioteca Fardelliana di Trapani, con incontri alle 18, salvo diverse indicazioni di programma.
La rassegna ha per titolo “Ricostruire – La cura delle parole” ed è curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati.
È organizzata dal Comune di Trapani – Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Fardelliana, nell’ambito della Rete dei Festival Letterari della provincia di Trapani.
L’incontro inaugurale ha avuto come protagonista Simone Tempia, autore de “Il giardino del tempo. Vita con Lloyd”. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 6 marzo con Sabrine El Mayel.
La parola scelta per aprire il percorso, gentilezza, non è stata usata come rifugio consolatorio. È diventata una proposta concreta: ricostruire il modo in cui ci si parla, prima ancora di ricostruire il resto.
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