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03/03/2026 00:00:00

Patologia Clinica, l’allarme dei laboratori siciliani: “Così la sanità territoriale muore”

La Patologia Clinica è la sanità che non si vede, ma che sostiene oltre il 70% delle decisioni mediche. E oggi, secondo i rappresentanti dei laboratori siciliani, rischia di essere strangolata da tagli, tariffe ridotte e incertezze sui budget.

È l’allarme lanciato in un comunicato congiunto firmato da Federbiologi Sicilia, dal responsabile regionale Pietro Miraglia e da MLS – Movimento Laboratori Siciliani, con la dottoressa Marina Caimi.

 

Budget esauriti prima della fine del mese

Secondo i firmatari, il primo nodo riguarda gli aggregati di spesa, ritenuti “palesemente sottostimati”. I laboratori accreditati, spiegano, esauriscono spesso il budget prima della fine del mese.

Tradotto: meno esami disponibili, allungamento delle liste d’attesa e diagnosi che arrivano in ritardo. Una dinamica che incide direttamente anche sulla sanità territoriale della provincia di Trapani, dove la diagnostica di laboratorio rappresenta un presidio fondamentale per evitare ricoveri e accessi impropri agli ospedali.

“Il dodicesimo del budget assegnato – denuncia Miraglia – non consente alle strutture di garantire le prestazioni per l’intero mese”.

 

Tariffe ridotte fino al 60%

Altro punto critico è il tariffario nazionale. Nonostante una sentenza del TAR ne abbia sancito l’annullamento, le tariffe resteranno in vigore fino a dicembre 2026.

Nel frattempo, denunciano i laboratori, numerosi esami vengono rimborsati con decurtazioni tra il 40% e il 60% rispetto ai costi reali.

“Le strutture sono costrette a erogare prestazioni al di sotto dei rimborsi necessari per eseguirle”, sottolinea Miraglia. Una condizione che blocca investimenti, rallenta l’innovazione tecnologica e mette sotto pressione il personale.

 

L’incognita del budget 2026

A preoccupare è anche l’assenza di criteri chiari per l’assegnazione del budget 2026. Senza regole certe, spiegano i firmatari, diventa impossibile programmare assunzioni, aggiornamenti tecnologici e percorsi di qualità.

Il rischio, secondo il comunicato, è una progressiva desertificazione della diagnostica territoriale.

 

Il fronte farmacie

Nel documento si apre anche il tema dell’estensione delle prestazioni diagnostiche alle farmacie. Per i laboratori non si tratta di una battaglia corporativa, ma di una questione di sicurezza clinica.

I laboratori operano con requisiti stringenti, controlli continui e responsabilità mediche precise. “Equiparare contesti profondamente diversi – sostengono – rischia di abbassare il livello di tutela per i pazienti”.

Nel comunicato viene citato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, definito in “potenziale conflitto di interessi” in quanto farmacista.

 

“Senza laboratorio non c’è medicina”

La posizione dei firmatari è netta: la Patologia Clinica non può essere considerata una semplice voce di spesa.

Indebolire la medicina di laboratorio, sostengono, significa aumentare ricoveri, ritardare le cure e compromettere la prevenzione. Con costi finali che ricadono sui cittadini.

Federbiologi Sicilia e Movimento Laboratori Siciliani chiedono quindi interventi immediati: aggregati di spesa coerenti con i fabbisogni reali, tariffe sostenibili, criteri trasparenti di assegnazione e tutela della qualità diagnostica.

“Senza Patologia Clinica non esiste sanità”, è la conclusione del documento.

Un tema che riguarda da vicino anche la provincia di Trapani, dove la rete dei laboratori accreditati rappresenta un punto di riferimento quotidiano per migliaia di cittadini.