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04/03/2026 02:00:00

Tradizionale, tipico, identitario: le differenze e la "Mbracciata"

Nel linguaggio comune, termini come “tipico”, “tradizionale” e “identitario” vengono spesso usati come sinonimi. Ma, spiega Nino Sutera, coordinatore della Rete Nazionale dei Borghi GeniusLoci DeCo, sul piano storico-culturale e istituzionale ciascuno indica categorie profondamente diverse. La distinzione, sottolinea Sutera, si fonda su tre criteri essenziali: temporalità, territorialità e funzione simbolica. Capirli non è un esercizio teorico, ma serve a evitare sovrapposizioni improprie e a costruire politiche di tutela e valorizzazione coerenti.

 

Un prodotto è tradizionale quando mostra continuità nel tempo. La tradizionalità riguarda la permanenza di pratiche produttive o gastronomiche trasmesse di generazione in generazione. “Tuttavia, un prodotto tradizionale – precisa Sutera – non è necessariamente esclusivo di un territorio, né rappresenta automaticamente un simbolo identitario. Può essere diffuso in più aree e conservare valore culturale senza assumere centralità simbolica”.

Diversa è la nozione di prodotto tipico, che entra in gioco con la territorialità in senso giuridico ed economico. Un prodotto tipico è legato a un’area delimitata e regolamentato da disciplinari che ne codificano modalità produttive, materie prime e standard qualitativi. La tipicità consente l’accesso a strumenti di tutela come DOP, IGP o SGT, e ha una funzione prevalentemente economica: proteggere il prodotto da imitazioni, rafforzare le filiere locali e posizionarlo sul mercato globale. Anche in questo caso, però, “anche la tipicità non coincide automaticamente con l’identità”, sottolinea Sutera.

 

La categoria più complessa è quella dei prodotti identitari. Qui, spiega Sutera, la dimensione centrale non è né il disciplinare né la semplice continuità storica, ma il riconoscimento della comunità. Un prodotto identitario incarna il genius loci, lo spirito del luogo: è parte della memoria collettiva, evoca appartenenza e si intreccia con riti, feste, narrazioni e leggende. Non basta che sia antico: deve essere percepito come simbolo distintivo della comunità, attraverso cui il territorio si racconta e si riconosce.

In questa prospettiva si inserisce la Denominazione Comunale (De.Co.), proposta negli anni Novanta da Luigi Veronelli. Come ricorda Sutera, la De.Co. non certifica qualità merceologica, ma riconosce un valore civico e culturale, di unicità e di appartenenza. “La De.Co. è uno strumento di patrimonializzazione, non un marchio commerciale: attribuisce al prodotto un significato identitario se tale significato è realmente radicato nella comunità”, precisa.

 

Alla luce di queste distinzioni, la Mbracciata, nuova creazione della Pasticceria dello Stretto, non può essere definita un prodotto identitario. Secondo Sutera, mancano elementi chiave come un radicamento narrativo consolidato nel tempo, ritualità, leggende o centralità simbolica tali da farne l’emblema della comunità. Non appare inoltre patrimonializzata come segno distintivo condiviso, capace di rappresentare il territorio nella sua auto-rappresentazione pubblica.

Definire identitario un prodotto richiede prudenza e rigore: “L’identità non nasce da una strategia di marketing né da una dichiarazione formale approssimata”, conclude Sutera, “è il risultato di una sedimentazione storica, di un riconoscimento collettivo diffuso e di una funzione simbolica stabile nel tempo”. I laboratori di pasticceria, aggiunge, sperimentano sempre prodotti nuovi per incuriosire la clientela, ma la novità non è sinonimo di identità.

 

In sintesi, la distinzione tra tradizionale, tipico e identitario non stabilisce gerarchie, ma chiarisce funzioni diverse: Tradizionale: continuità nel tempo. Tipico: tutela territoriale e normativa. Identitario: appartenenza e simbolo. Sutera conclude sottolineando l’importanza dei Borghi Genius Loci DeCo come presidi di localismo consapevole: laboratori culturali capaci di proteggere la memoria storica, trasmettere saperi tradizionali e generare innovazione sociale sostenibile.