Al via i lavori sulla SP21 dopo la perdita: reflui vicino alle saline nella riserva
Al via oggi i lavori sulla SP21, all’altezza del Mulino Maria Stella, dove il cedimento della condotta del depuratore ha provocato la fuoriuscita di liquami a pochi metri dalle vasche saline, dentro la Riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco. L’intervento arriva dopo giorni di perdita, mentre sotto l’asfalto si accumulavano acqua e reflui fino al collasso della sede stradale.
La condotta corre lungo il tratto che conduce verso Nubia. I liquami sono finiti nella canaletta tra la carreggiata e le saline, infiltrandosi sotto il manto stradale e compromettendone la stabilità. Il cedimento ha interessato circa 150 metri di carreggiata, rendendo necessaria la chiusura della provinciale e la deviazione del traffico.
«Stiamo provvedendo al rifacimento del tratto di strada interessato – spiega il dirigente dei Lavori pubblici Orazio Amenta – e prevediamo tra venerdì e sabato di riaprire la carreggiata». Il dirigente precisa che «la rottura era sul tubo» e che «è stata isolata senza disservizi». Il depuratore, aggiunge, «ha continuato a lavorare utilizzando l’altro tubo parallelo».
Il cedimento risale al 25 febbraio. Nei giorni successivi la perdita ha continuato a defluire nella canaletta a ridosso delle saline, mentre sotto la strada si accumulava acqua mista a reflui fino al cedimento del manto durante le operazioni di scavo. L’autospurgo è intervenuto per aspirare il liquido.
Nel frattempo emergeva anche un altro problema nello stesso sistema. Con una nota protocollata il 2 marzo, firmata dall’amministratore giudiziario dell’impianto Mario Cassarà e dal coadiutore Orazio Amenta, è stato segnalato il malfunzionamento della stazione di pompaggio di via Marsala, con la necessità di spegnere l’impianto per sostituire una pompa e il rischio di attivazione dello scarico di troppo pieno verso il pennello di via Tunisi.
La comunicazione è stata inviata a WWF, Capitaneria di Porto, ARPA, Dipartimento Acqua e Rifiuti, Prefettura e Libero Consorzio. Il giorno successivo il Servizio idrico integrato ha informato formalmente gli enti della chiusura della SP21 per il cedimento della tubazione che convoglia i reflui all’impianto intercomunale.
La fuoriuscita è avvenuta a pochi metri dalle vasche saline, dentro un’area Ramsar e in uno dei sistemi ambientali e produttivi più delicati del territorio. Il depuratore, oggi in gestione giudiziaria, non era nato dentro la riserva ma è stato inglobato successivamente nel perimetro dell’area protetta, diventando di fatto l’unico impianto di questo tipo situato all’interno di una riserva naturale regionale.
Il caso riporta al centro una questione nota da anni: la presenza della condotta fognaria dentro la riserva. Proprio per questo lo studio idraulico redatto dall’ingegnere Venturini prevede lo spostamento della condotta fuori dall’area protetta e la riorganizzazione del sistema fognario cittadino.
Oggi Trapani è servita da una rete mista, dove acque nere e acque piovane viaggiano negli stessi collettori. Quando piove con intensità, tutta l’acqua converge sulla stazione di sollevamento di via Marsala per essere spinta verso l’impianto di Nubia. In piena le portate possono arrivare fino a 80 metri cubi al secondo, mentre la capacità di sollevamento si ferma a circa 11 m³/s. Il sistema va in pressione e si attiva lo scarico di troppo pieno verso via Tunisi e il mare.
Lo studio Venturini punta a cambiare questa logica: separare le reti, costruire nuove condotte dirette al depuratore di Nubia e spostare i tratti più critici, compreso quello che oggi attraversa la riserva. Le acque piovane verrebbero convogliate nei canali aperti, mentre gli scarichi domestici seguirebbero un percorso dedicato verso l’impianto.
È l’intervento atteso da anni per evitare che un guasto tecnico possa trasformarsi, ancora una volta, in un’emergenza ambientale accanto alle saline.
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