Un presunto sistema di corruzione per pilotare il riconoscimento delle invalidità civili e orientare le forniture ortopediche pagate dal Servizio sanitario è al centro di un’inchiesta della Procura di Palermo. La Polizia di Stato ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di medici, imprenditori e intermediari ritenuti coinvolti nel meccanismo.
Ai domiciliari sono finiti il noto ortopedico Leonardo Armando Gaziano, il faccendiere Giuseppe Nicoletti e l’imprenditore Massimiliano Contino, titolare di un’azienda del settore ortopedico a Tommaso Natale. Per altri due medici e per l’amministratore di una società è stato disposto l’obbligo di firma.
L’operazione è stata eseguita dagli agenti della sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo su ordine del gip. Per l’ortopedico e l’imprenditore è stata applicata anche la misura interdittiva della sospensione dalla professione per un anno.
Il “facilitatore”
Secondo gli investigatori, al centro del sistema ci sarebbe Nicoletti, formalmente venditore porta a porta, ma ritenuto il vero intermediario tra pazienti e sanitari compiacenti. Avrebbe individuato persone interessate a ottenere il riconoscimento dell’invalidità e seguito le pratiche sfruttando la conoscenza delle procedure amministrative e previdenziali.
Le indagini, condotte tra il 2024 e il 2025 con intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, avrebbero documentato un meccanismo finalizzato a ottenere benefici assistenziali attraverso certificazioni mediche ritenute false o alterate.
Una volta avviata la pratica, il presunto faccendiere si sarebbe rivolto a un dirigente medico al quale avrebbe versato compensi illeciti per influenzare il giudizio delle commissioni incaricate di valutare le richieste di invalidità.
Oltre un milione in contanti
Durante le perquisizioni disposte dalla Procura, gli investigatori hanno trovato nella disponibilità di Nicoletti oltre un milione e duecentomila euro in contanti. Il denaro era nascosto in mazzette dentro scatole, in un’altra abitazione e perfino nell’auto utilizzata abitualmente dall’uomo.
Il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’intera somma, ritenendo evidente la sproporzione tra il denaro posseduto e i redditi dichiarati. Il provvedimento ha convalidato il sequestro d’urgenza già eseguito dalla Squadra Mobile.
Medici e forniture ortopediche
L’inchiesta ha fatto emergere anche episodi corruttivi legati alle forniture ortopediche. Secondo l’accusa, l’ortopedico dell’Asp avrebbe indirizzato i pazienti verso due imprenditori per l’acquisto di dispositivi ortopedici a carico del Servizio sanitario regionale, ricevendo in cambio denaro e perfino forniture di crostacei pregiati.
Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono anche un fisiatra dell’Asp e una neuropsicologa, per i quali è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di esercitare un pubblico ufficio o servizio per un anno. La stessa misura interdittiva è stata applicata a un imprenditore della provincia di Enna attivo nel settore delle forniture ortopediche.
Le dichiarazioni agli investigatori
Nel corso degli interrogatori preventivi il presunto faccendiere avrebbe fornito elementi ritenuti collaborativi dagli inquirenti, indicando i compensi versati ai professionisti e le somme incassate per ogni pratica, variabili tra 1.500 e 7.000 euro.
Dichiarazioni ritenute collaborative sarebbero state rese anche dal fisiatra e dalla neuropsicologa. Diversa, invece, la posizione dell’ortopedico e degli imprenditori coinvolti: le loro versioni, secondo il giudice, sarebbero state contraddittorie e smentite dagli esiti delle intercettazioni e dei pedinamenti.