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08/03/2026 06:00:00

L'accendino di Falcone e il messaggio di Pietro Grasso agli studenti: "Siete la speranza"

L’accendino di Giovanni Falcone sempre in tasca. Pietro Grasso, già presidente del Senato, magistrato e procuratore antimafia, lo prende, lo accende e si rivolge agli studenti dell’I.C. “E. Pertini”: “Siete voi la fiamma che accende la fiaccola della speranza”.

 

Giovanni Falcone, che aveva smesso di fumare, donò a Grasso quell’accendino pochi giorni prima di morire, un gesto simbolico di amicizia che oggi diventa ricordo.

Uno dei ricordi che l’ex presidente del Senato ha condiviso in due giorni di incontri a Trapani, con la cittadinanza e con gli studenti — giovedì 5 marzo alla Biblioteca Fardelliana e venerdì 6 prima all’I.C. “Nunzio Nasi” e poi al “Pertini” — a cura del Trapani Comix, per presentare con l’autore Emanuele Pagano il libro “Da che parte stare”.

Si tratta di una graphic novel che, con l’accattivante linguaggio del fumetto, racconta gli anni più drammatici della lotta alla mafia in Italia attraverso lo sguardo del figlio di Pietro Grasso.

 

 

 

Il graphic novel intreccia la vicenda personale di un ragazzo che cresce accanto a un magistrato impegnato contro Cosa Nostra, con alcuni dei momenti più cruciali della storia recente del Paese: dall’uccisione del sindacalista Placido Rizzotto all’assassinio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fino alla nascita del Pool Antimafia e al primo Maxiprocesso.

Il racconto ripercorre anche le stragi del 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e le successive rivelazioni del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca.

 

Il fumetto è una fotografia della storia italiana e una testimonianza civile che invita a riflettere sull’importanza di scegliere sempre da che parte stare.

Testimonianza che Pietro Grasso rende con il cuore e con spontaneità, rivolgendosi ai ragazzi con grande empatia, come farebbe un nonno che racconta una storia ai nipoti.

E la sua è una storia che ne intreccia altre, tra lotta alla mafia e vita personale, con tutti i protagonisti che le hanno attraversate: le minacce al figlio dell’ex presidente del Senato, il Maxiprocesso, l’amicizia con Falcone e Borsellino e le stragi del ’92, gli arresti eccellenti di Brusca e Provenzano, il Senato della Repubblica.

Una vita sempre dalla “parte giusta” della società, un impegno civile che è parte integrante della vita privata, l’importanza di essere comunità nel costruire la cultura della legalità.

 

Pietro Grasso non si è sottratto alle tante domande degli studenti, ai loro disegni e alle loro poesie: ha scherzato con loro, li ha spronati. Un uomo che ha ricoperto la seconda carica dello Stato, che ha arrestato mafiosi, ha cercato di spiegare con normalità ai giovani che la mafia non è un destino e nemmeno un fenomeno, ma un mostro che si può e si deve combattere a partire dal quotidiano. E che il contrasto alla criminalità organizzata non si può condurre da soli.

 

Grasso ha concluso l’incontro con gli studenti con il racconto dell’accendino di Falcone, disegnato nella quarta di copertina del libro: un incontro in cui si è spogliato dei suoi ruoli istituzionali per vestire quelli dell’educatore contro la mafia. E, salutando gli studenti, si è accomiatato come un vecchio amico, colmando la pericolosa distanza che troppo spesso si crea tra cittadini e istituzioni: “Chiamatemi Piero”.