Altri 18 milioni di euro per sostenere le imprese siciliane danneggiate dal ciclone Harry. La giunta regionale guidata da Renato Schifani ha dato il via libera allo schema di decreto che rafforza gli aiuti destinati alle aziende colpite dall’ondata di maltempo dello scorso gennaio.
Le risorse arrivano da economie e rientri del Fondo Sicilia e serviranno a creare un nuovo plafond di finanziamenti agevolati. Le imprese potranno accedere a prestiti a tasso ridotto con un contributo a fondo perduto pari al 40% dell’investimento ammissibile. Tra le spese finanziabili rientrano anche gli interventi in conto capitale necessari per ripristinare la piena funzionalità delle attività produttive danneggiate.
«Dopo i primi immediati ristori – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani – stiamo procedendo con la fase due. L’obiettivo è dare risposte concrete agli imprenditori che devono tornare a produrre e tutelare l’occupazione. Stiamo accelerando al massimo le procedure per garantire una rapida ripartenza».
Potranno presentare domanda le imprese con sede nelle aree colpite dagli eventi meteorologici estremi di gennaio, individuate nell’ordinanza della Protezione civile. La gestione delle richieste sarà affidata a Irfis, che pubblicherà l’avviso e curerà l’istruttoria. Le domande saranno presentate con procedura a sportello attraverso la piattaforma dedicata.
«Con questo intervento – spiega l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino – rafforziamo la capacità del Fondo Sicilia di sostenere il sistema produttivo regionale. Puntiamo alla rapida ripresa delle attività nelle zone colpite, favorendo gli investimenti necessari al rilancio delle imprese».
Complessivamente il Fondo Sicilia potrà contare su 33,2 milioni di euro. Oltre ai 18 milioni destinati alle aziende colpite dal maltempo, altri 15,2 milioni serviranno a coprire domande già presentate e a sostenere nuove richieste di credito agevolato.
Nel dettaglio, le risorse verranno così distribuite: 3 milioni alle imprese giovanili, 5,4 milioni alle imprese femminili, 5 milioni per credito d’esercizio e investimenti, 1,3 milioni per il microcredito, 200 mila euro alle start-up e altri 200 mila euro alle imprese vittime di usura o estorsione.
Prima dell’entrata in vigore, il decreto dovrà passare dalla commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana per il parere previsto.
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Approvato il bilancio consolidato 2024: sbloccate assunzioni e stabilizzazioni
La giunta regionale ha approvato il bilancio consolidato 2024 della Regione Siciliana. Un passaggio tecnico ma decisivo che consentirà, tra le altre cose, di sbloccare l’ingresso dei nuovi funzionari nell’amministrazione regionale e nelle società partecipate.
Ad annunciarlo è il presidente della Regione, Renato Schifani. «Con questo atto della giunta sbloccheremo le assunzioni in seguito ai concorsi espletati nei mesi scorsi, fornendo energie nuove all’amministrazione», ha spiegato. Il documento finanziario sarà trasmesso all’Assemblea regionale siciliana e ai revisori dei conti per il via libera definitivo. L’obiettivo è permettere, nelle prossime settimane, la presa di servizio dei nuovi funzionari e l’attuazione delle norme che riguardano anche il bacino degli Asu.
Nel dettaglio, sono previste 50 assunzioni tramite scorrimento delle graduatorie dei concorsi legati al ricambio generazionale. A queste si aggiungono 47 nuovi funzionari nel profilo economico-finanziario e 16 funzionari per il controllo di gestione. Prevista inoltre la stabilizzazione di 259 lavoratori Asu che saranno assorbiti nella società partecipata Servizi Ausiliari Sicilia.
Il bilancio consolidato è il documento che fotografa la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’intero sistema regionale, comprendendo Regione, enti collegati e società partecipate. Il risultato economico consolidato del Gap, il gruppo di amministrazione pubblica, ammonta a 3,47 miliardi di euro. La Regione contribuisce con 3,37 miliardi, mentre gli enti regionali migliorano il saldo complessivo con 97 milioni di euro.
Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto complessivo è pari a 6,3 miliardi di euro: 3,42 miliardi fanno capo alla Regione e 3,09 miliardi agli enti collegati.
Per l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino il consolidato conferma «la virtuosità del sistema regionale». «Nella quasi totalità dei casi – spiega – gli enti chiudono il 2024 in avanzo o in equilibrio. Inoltre continua il processo di razionalizzazione con la riduzione del numero complessivo degli enti».
Dal 2019, infatti, il numero delle strutture che compongono il gruppo delle amministrazioni pubbliche regionali è passato da 163 a 136. Parallelamente è aumentato il numero degli enti che producono i dati contabili utili al consolidamento, segno di un sistema più strutturato e monitorato.
Su 136 enti complessivi, 98 rientrano nel perimetro di consolidamento e 93 sono effettivamente consolidati nei conti della Regione. Un quadro che, secondo il governo regionale, permette una lettura più completa e trasparente dei conti pubblici dell’amministrazione siciliana.