Si apre con un colpo di scena il processo sulla cosiddetta “Concorsopoli” di Alcamo, l’inchiesta sui presunti favoritismi nei concorsi pubblici. Dopo quattro rinvii, il dibattimento è finalmente entrato nel vivo ma già alla prima udienza utile è arrivata una decisione destinata a pesare sull’intero procedimento.
Secondo quanto riporta Alpa Uno, il Tribunale ha infatti annullato la deposizione del Maggiore Luca De Vito, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo tra il 2020 e il 2023, accogliendo un’eccezione della difesa che mette in discussione una parte rilevante dell’attività investigativa.
Il vizio procedurale
Il presidente del collegio ha accolto l’eccezione sollevata dall’avvocato Pietro Riggi, difensore di Giuseppe Pipitone, indicato dagli inquirenti come una figura centrale dell’indagine.
Secondo quanto stabilito in aula, le attività investigative svolte tra il 22 giugno 2019 e l’8 agosto 2021 sono inutilizzabili, perché effettuate senza la necessaria autorizzazione del giudice.
Una decisione che riguarda quasi due anni di indagini e che potrebbe incidere in modo significativo sull’impianto accusatorio, alleggerendo la posizione di diversi imputati.
L’inchiesta sui concorsi pubblici
Il procedimento nasce da un’indagine dei Carabinieri avviata nel marzo 2021 e punta a far luce su un presunto sistema di favoritismi nei concorsi pubblici.
Secondo l’accusa, sarebbe esistito un meccanismo ben organizzato per favorire alcuni candidati nell’accesso alle forze dell’ordine — in particolare Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Polizia Penitenziaria — attraverso segnalazioni indebite, abusi e intermediazioni.
Nel processo sono imputate 22 persone, accusate a vario titolo di corruzione e abuso d’ufficio. La maggior parte degli indagati è originaria di Alcamo, ma nel fascicolo compaiono anche persone residenti in altre province italiane.
I numeri del processo
Il procedimento si presenta con numeri piuttosto consistenti: 22 imputati, 40 testimoni convocati dal Pubblico Ministero, circa 50 testimoni citati dalle difese
Un dibattimento quindi destinato a essere lungo e complesso.
La prossima udienza
Il Tribunale ha rinviato il processo al 7 maggio, quando sarà ascoltato l’ispettore Croce Conigliaro, in servizio nella sezione di Polizia Giudiziaria Forestale presso la Procura di Trapani.
Conigliaro ha seguito l’intera attività investigativa sin dalle prime fasi e la sua deposizione è considerata uno dei passaggi chiave per ricostruire la genesi dell’inchiesta. Intanto, la decisione sull’inutilizzabilità di una parte delle indagini segna già il primo vero punto di svolta del processo.