Continuano ad esserci sviluppi nel caso che agita il liceo classico Fardella – Ximenes di Trapani.
Dopo il rientro in servizio avvenuto lunedì 9 marzo, il professore di latino F.P., quarantenne originario di Alcamo, ha incontrato la classe da cui è partita la protesta che ha portato alla sospensione disciplinare. Una quinta superiore che tra pochi mesi affronterà l’esame di Stato - mancano giusto giusto 100 giorni - e che nelle scorse settimane ha firmato una diffida per chiedere che il docente non venisse riassegnato.
Il clima, dentro e fuori la scuola, resta osservato con grande attenzione.
Il rientro dopo la sospensione
Il docente è tornato a scuola dopo la sospensione disposta dall’Ufficio per i procedimenti disciplinari.
Il provvedimento era scattato dopo alcune segnalazioni degli studenti su frasi ritenute inappropriate durante le lezioni. L’insegnante era stato prima allontanato dalla classe il 15 novembre 2025, poi sospeso dal servizio dal 7 gennaio al 7 marzo 2026.
Durante questo periodo la classe è stata seguita da una docente incaricata.
Il professore ha ripreso le lezioni in un’altra classe, la IV B (l'incontro è stato molto cordiale) e poi c'è stato l’incontro con la quinta dove sono nate le tensioni. Tutto è proceduto con freddezza ma con serenità.
La diffida degli studenti e dei genitori
Il possibile ritorno del docente nella quinta era stato al centro della diffida protocollata il 18 febbraio, firmata dagli studenti e sostenuta dai genitori.
Nel documento si chiedeva alla scuola di non riassegnare la classe al professore, per tutelare la serenità dell’ambiente scolastico in vista della maturità.
Alla diffida, secondo quanto riferito dagli studenti, non sarebbe seguita una risposta formale della dirigenza.
Con la fine della sospensione, però, il rientro in servizio del docente è diventato inevitabile dal punto di vista amministrativo.
Le lettere alla redazione
Nel frattempo il caso ha superato i confini della scuola ed è diventato un vero dibattito pubblico.
Negli ultimi giorni alla redazione di Tp24 sono arrivate numerose lettere: studenti, ex studenti e docenti stanno intervenendo per raccontare la propria versione dei fatti.
Tra queste c’è anche la testimonianza di un’ex studentessa del liceo classico Ximenes, oggi lontana da Trapani, che ha chiesto di restare anonima.
La giovane racconta di aver seguito con attenzione la vicenda e sostiene di non essere sorpresa da quanto emerso.
“Non era esattamente ciò che mi aspettavo – scrive – ma sapevo che sarebbe arrivato il momento”.
“La frase sulle prostitute? La meno grave”
Secondo l’ex studentessa, le frasi citate negli articoli degli ultimi giorni non sarebbero nemmeno le più pesanti ascoltate negli anni.
“La frase sulle prostitute? Quella meno grave sentita in anni”, scrive.
Nel suo racconto la giovane parla di battute e commenti fuori luogo e di un clima che – a suo dire – avrebbe creato disagio durante le lezioni.
L’ex alunna racconta anche di avere parlato di queste situazioni con altri compagni di classe e di aver trovato molte esperienze simili.
“Molti sapevano”
Nella lettera si sostiene inoltre che le voci su questi comportamenti circolassero da tempo all’interno dell’istituto.
Secondo la studentessa, alcune segnalazioni sarebbero state minimizzate perché il docente veniva considerato un insegnante molto preparato, con uno stile comunicativo ritenuto da alcuni semplicemente sopra le righe.
“Era un professore molto preparato – ammette – ma io ricordo soprattutto il disagio che serpeggiava durante le sue lezioni”.
Il rapporto con la scuola
Nella parte finale della lettera l’ex studentessa spiega di non voler attaccare la scuola che ha frequentato.
“Il liceo mi ha dato tanto – scrive – ho ricordi positivi e negativi”.
Ma proprio per questo, aggiunge, ritiene che i problemi debbano essere affrontati apertamente.
Secondo la giovane, la scuola dovrebbe essere un luogo capace di riconoscere e affrontare gli errori, senza nasconderli per paura di danneggiare l’immagine dell’istituto.
“Non vanno cancellati o rielaborati – conclude – ma riportati alla luce”.
Tutte queste voci – studenti, ex studenti, docenti – raccontano una comunità scolastica attraversata da sensibilità diverse.
C’è chi invita a non trasformare la vicenda in uno scandalo mediatico e chi invece sostiene che i problemi andassero denunciati da tempo.