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12/03/2026 06:00:00

Schiacciati dai debiti, il Tribunale di Trapani cancella oltre 230 mila euro

Oltre 230 mila euro di debiti cancellati o riorganizzati grazie alla cosiddetta “legge salva-suicidi”. È quanto ha stabilito il Tribunale di Trapani in favore di tre persone della provincia – un ex imprenditore e due consumatori – che si trovavano ormai nell’impossibilità di far fronte ai debiti accumulati negli anni.

I tre ricorrenti erano arrivati a una situazione di sovraindebitamento, cioè una condizione in cui le entrate non sono più sufficienti a coprire i debiti contratti. 

 

Attraverso le procedure previste dalla legge, il Tribunale ha disposto la riduzione complessiva delle esposizioni per oltre 230 mila euro, consentendo ai debitori di riorganizzare i pagamenti e ripartire con un piano sostenibile.

La procedura è prevista dalla normativa sul sovraindebitamento, conosciuta come “legge salva-suicidi”, introdotta per aiutare cittadini, famiglie e piccoli imprenditori che, senza colpa, non riescono più a pagare quanto dovuto e non possono accedere alle procedure fallimentari.

 

Determinante, nel caso esaminato dal Tribunale, è stata l’assistenza dell’avvocato alcamese Paolo Viscò, insieme ai professionisti dell’Organismo di composizione della crisi “Restart Trapani”, con sede a Castellammare del Golfo, e al gestore della crisi Andrea Pipitone

I professionisti hanno ricostruito la situazione economica dei ricorrenti e dimostrato davanti al giudice lo stato di reale difficoltà finanziaria.

 

Le storie che emergono da queste procedure sono simili a quelle di molte famiglie italiane: debiti accumulati nel tempo, difficoltà lavorative, spese impreviste e rate sempre più difficili da sostenere. Una spirale che spesso genera ansia e senso di impotenza.

La normativa, però, non è un condono. «Non si tratta di cancellare i debiti indiscriminatamente – spiega l’avvocato Paolo Viscò, Avvocato esperto in materia di responsabilità professionale eTutela dei Consumatori – chi accede a queste procedure mette comunque a disposizione ciò che può per soddisfare i creditori». 

 

Il Tribunale valuta la situazione economica del debitore e stabilisce un piano sostenibile che consenta di pagare quanto possibile.

Secondo il legale, uno dei problemi principali resta la scarsa conoscenza di questi strumenti. «Molte persone non sanno che esiste questa possibilità e continuano a vivere sotto il peso dei debiti senza chiedere aiuto».

 

In alcuni casi estremi la normativa può arrivare anche alla cancellazione totale dei debiti, attraverso la procedura di esdebitazione prevista per chi non ha alcuna reale capacità di pagamento. 

L’obiettivo della legge è proprio questo: permettere a chi è schiacciato dai debiti di ripartire e tornare a una vita economica sostenibile, senza restare intrappolato per sempre in una spirale finanziaria impossibile da affrontare.

 

Un altro precedente nel Tribunale di Trapani

 

Un caso analogo si era registrato proprio a Trapani all’inizio dell’anno, raccontato da Tp24 a gennaio. Un contribuente trapanese di 40 anni, che aveva cessato da tempo la propria attività, si era ritrovato con un debito di circa 89 mila euro con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Una situazione diventata insostenibile e conclusa con la cancellazione totale del debito disposta dal Tribunale di Trapani, sezione civile, lo scorso 14 ottobre.

 

L’uomo si era rivolto all’avvocato Francesco Spina, che aveva avviato la procedura di esdebitazione prevista dall’articolo 283 del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) tramite l’Organismo di composizione della crisi istituito presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Trapani, coordinato dalla dottoressa Giusy Bosco, con la gestione affidata alla dottoressa Maria Letizia Cimminella.

 

Il debito aveva origine da una verifica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dalla quale erano scaturiti atti impositivi diventati esecutivi. Per gli stessi fatti era stato avviato anche un procedimento penale per esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, conclusosi però con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

«La pronuncia – conclude l’avvocato Spina – conferma l’orientamento del Tribunale di Trapani, attento alle vicende umane ma sempre nel pieno rispetto e con rigorosa applicazione delle norme previste».