La crisi internazionale e i conflitti in corso rischiano di avere effetti pesanti sull’economia del territorio trapanese. A lanciare l’allarme è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che richiama l’attenzione sulle difficoltà sempre più evidenti per diversi comparti produttivi locali.
Secondo quanto evidenziato dall’ente di area vasta, gli effetti negativi della situazione geopolitica mondiale stanno già producendo ripercussioni significative anche sul tessuto economico della provincia. Tra le principali criticità vengono segnalati il blocco delle esportazioni e il forte aumento dei costi di produzione, fattori che rischiano di innescare una spirale pericolosa per molte imprese del territorio.
Particolarmente critica la situazione legata all’Area del Golfo, oggi di fatto impraticabile perché coinvolta in un contesto di guerra. La chiusura dei porti impedisce infatti l’arrivo delle merci e rallenta in modo significativo i flussi commerciali.
A rischio l’economia del marmo
Per Quinci il comparto del marmo, uno dei simboli produttivi della provincia, sta subendo le conseguenze del conflitto, dovendo affrontare costi aggiuntivi sempre più pesanti per tentare di far arrivare comunque i propri prodotti a destinazione, quando le condizioni lo permettono.
Non meno preoccupante è l’aumento del costo dell’energia e dei carburanti, con particolare riferimento al gasolio agricolo. Un rincaro che rischia di mettere in seria difficoltà la competitività della produzione ortofrutticola locale, sia sui mercati internazionali sia su quelli interni.
Molte aziende del territorio si trovano oggi a competere con realtà produttive che operano in condizioni logistiche e distributive più favorevoli. Finora il sistema imprenditoriale locale è riuscito a reggere l’urto grazie agli investimenti in tecnologia e alle capacità organizzative e gestionali degli operatori economici. Tuttavia, questo ulteriore aggravio di costi potrebbe rivelarsi determinante in un contesto economico e finanziario che negli ultimi anni non è stato particolarmente favorevole.
L’ente chiede un intervento coordinato
Il Libero Consorzio invita a raccogliere con attenzione l’allarme lanciato dalle organizzazioni di categoria, sottolinea la necessità di un intervento coordinato tra livello europeo, nazionale e regionale, in stretta collaborazione con i territori.
Le istituzioni locali, viene evidenziato, hanno infatti un contatto diretto con le realtà produttive e con gli attori del sistema economico. Proprio per questo il Libero Consorzio Comunale di Trapani si dice pronto a svolgere il proprio ruolo di coordinamento e di condivisione delle iniziative che possano sostenere concretamente il tessuto produttivo locale.
L’ente si dichiara disponibile al dialogo e al confronto per definire una proposta unitaria capace di affrontare l’emergenza: “Il momento è grave e complesso – afferma Quinci-e deve essere gestito con senso di responsabilità e con l’impegno di tutti”.
L’obiettivo, conclude il presidente, è fare squadra e partecipare al dibattito pubblico, istituzionale e politico per reagire e superare una crisi che rischia di incidere profondamente sull’economia del territorio.