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17/03/2026 06:00:00

Birgi, l'appello di Ombra: "Abbiamo le risorse, serve un territorio più attrattivo"

L’aeroporto di Trapani Birgi supera il milione di passeggeri e guarda al futuro con l’obiettivo di arrivare a 1,3 milioni entro il 2026. Ma per crescere davvero non basta il lavoro della società di gestione. Serve il sostegno del territorio. È questo il messaggio emerso dal tavolo tecnico che si è svolto ieri mattina nello scalo trapanese, convocato da Airgest e partecipato da sindaci, istituzioni, sindacati e operatori economici della provincia. Un confronto diretto sul futuro dello scalo, sulle criticità infrastrutturali e sulle strategie per rendere la Sicilia occidentale più attrattiva per le compagnie aeree. I sindaci del trapanese presenti all'incontro: Giuseppe Pagoto Egadi,  Fabrizio D'Ancona Pantelleria, Fabrizio Fonte Custonaci, Aldo Grammatico Paceco, Domenico Surdi Alcamo e di Misiliscemi Salvatore Tallarita.

 

Birgi, un milione di passeggeri e la sfida dei prossimi anni

 

Il tavolo tecnico interistituzionale organizzato all’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi è stato l’occasione per fare il punto sulla stagione turistica 2026 e sulle prospettive di sviluppo fino al 2028.

Lo scalo trapanese ha appena superato la soglia simbolica del milione di passeggeri. L’obiettivo dichiarato da Airgest è arrivare a 1,3 milioni entro il 2026, anche grazie alla presenza della base Ryanair con due aeromobili Boeing 737-800, un investimento stimato intorno ai 200 milioni di dollari.

Parallelamente la società di gestione sta lavorando per diversificare i vettori: Airgest ha già contattato 86 compagnie aeree nel tentativo di ampliare il network di rotte e ridurre la dipendenza da un unico operatore.

Un sostegno decisivo arriva dalla Regione Siciliana, che ha deciso di coprire l’addizionale comunale aeroportuale – circa 6,6 milioni di euro all’anno – per il triennio 2026-2028. Un intervento complessivo da 19 milioni di euro pensato per incentivare nuove rotte nazionali e internazionali fino alla stagione invernale 2028-2029.

 

La delusione Wizz Air e la partita del 2027

 

Nel confronto con il territorio è emersa anche una recente delusione: Wizz Air non aprirà rotte su Trapani nel 2026.

La compagnia low cost, dopo mesi di contatti con Airgest, ha scelto di puntare su Palermo. Una decisione che ha lasciato l’amaro in bocca ai vertici dello scalo.

Il direttore generale di Airgest, Enrico Maria Malato, ha però chiarito che la porta non è chiusa:

«Wizz Air vuole rassicurazioni. Ci ha detto no per il 2026 ma ha confermato l’interesse per il territorio trapanese. Continueremo a lavorare per il 2027».

Un segnale che conferma quanto la competizione tra aeroporti siciliani sia sempre più forte e quanto, per le compagnie, conti non solo lo scalo ma l’attrattività complessiva del territorio.

 

 

 

L'appello di Ombra: «Abbiamo le risorse, serve un territorio più attrattivo»

 

Il presidente di Airgest Salvatore Ombra ha lanciato un appello diretto alle istituzioni locali e agli operatori economici. «Abbiamo le risorse – ha spiegato – ma serve la capacità di rendere questo territorio ancora più attrattivo. Un aeroporto cresce davvero solo se cresce insieme al territorio». Ombra ha sottolineato che i 21 milioni di euro messi in campo dalla Regione non sono soltanto un sostegno allo scalo, ma un investimento sull’intera provincia. Per questo motivo ha chiesto un impegno collettivo: promozione turistica coordinata, iniziative per allungare la stagione e un maggiore coinvolgimento degli operatori economici.

 

Trasporti e collegamenti: la vera criticità

 

Durante il confronto uno dei temi più ricorrenti è stato quello della mobilità da e verso l’aeroporto, indicata da molti come uno dei principali ostacoli alla crescita dello scalo.

L’assessore di Trapani e presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, Rosalia D’Alì, ha sottolineato come il problema dei collegamenti pesi anche sulla promozione turistica.

«Quando andiamo ai road show – ha spiegato – la prima slide che mostriamo è l’aeroporto di Trapani. Ma se non miglioriamo i trasporti il turista è costretto a noleggiare un’auto anche solo per spostarsi verso Castelvetrano o altre località». D’Alì ha chiesto un intervento della Regione proprio sul sistema dei collegamenti, sottolineando anche le difficoltà legate alle licenze degli autobus.

 

Infrastrutture e servizi: le richieste dal territorio

 

Dal mondo sindacale e imprenditoriale sono arrivati diversi spunti. La segretaria della Cgil Liria Canzoneri ha parlato di una rete infrastrutturale ancora insufficiente per sostenere lo sviluppo turistico. Tommaso Macaddino, segretario Uil ha richiamato l’attenzione sui problemi della viabilità e dei collegamenti ferroviari tra Mazara e Trapani, dove – ha ricordato – «il treno si ferma anche quattordici volte». Anche sul fronte dei servizi turistici sono emerse criticità: nella provincia, ad esempio, mancano grandi strutture congressuali capaci di ospitare eventi di centinaia di delegati, un segmento considerato strategico per allungare la stagione.

 

L’esempio Pantelleria e l’idea del “vuoto per pieno”

 

Dal mondo delle imprese è arrivata anche una proposta concreta. Rosetta Gabriele di Sicindustria ha evidenziato l’esperienza di Pantelleria, tra l'altro ne aveva parlato lo stesso sindaco di Pantelleria, Fabrizio D'Ancona, poco prima nel suo intervento, dove 180 imprenditori si sono messi insieme per acquistare posti sugli aerei con la formula del “vuoto per pieno”, garantendo così alle compagnie un riempimento minimo. «Se funziona a Pantelleria – ha detto – perché non provarci anche qui?». Ombra ha annunciato che a breve incontrerà operatori turistici, in particolare a Marsala, proprio per valutare iniziative simili.

 

Il ruolo dell’università e della promozione del territorio

 

Tra gli interventi anche quello del professor Giorgio Scichilone, presidente del Polo universitario di Trapani, che ha ricordato la crescita dell’offerta formativa locale: dai quattro corsi iniziali si è passati oggi a sedici corsi di laurea. L’università si è detta pronta a collaborare alla promozione del territorio, anche attraverso progetti di comunicazione e iniziative che valorizzino le opportunità offerte dalla Sicilia occidentale.

 

Birgi come motore della Sicilia occidentale

 

Dal confronto è emersa una consapevolezza condivisa: l’aeroporto di Trapani Birgi non è soltanto un’infrastruttura di trasporto, ma una leva strategica per lo sviluppo economico dell’intera area. Turismo, università, imprese e istituzioni sono chiamati a lavorare insieme per costruire un sistema territoriale più competitivo.

«Birgi non è solo un aeroporto – ha concluso Ombra – è una grande opportunità per tutta la provincia. Continueremo a lavorare perché questa opportunità diventi sempre più concreta».  E la partita, dopo il no di Wizz Air per il 2026, è già proiettata alla prossima sfida: convincere nuove compagnie a scegliere Trapani.