Rifiuti al Ponte Rincione, pioggia di proteste… ma al Comune sbagliato
Proteste, segnalazioni, richieste di intervento immediato. Tutto giusto, tutto legittimo. Peccato però che fossero indirizzate al destinatario sbagliato. Succede anche questo nella vicenda della discarica abusiva al Ponte Rincione, dove per giorni i cittadini hanno “tempestato” il Comune di Calatafimi Segesta chiedendo bonifica e telecamere contro gli incivili. Solo che quell’area, tecnicamente, non è di Calatafimi.
Una svista geografica che racconta molto più di quanto sembri.
Il caso: proteste al sindaco… ma fuori competenza
Il sindaco di Calatafimi Segesta, Francesco Gruppuso, si è trovato al centro di una valanga di segnalazioni: richieste pressanti, toni accesi, proposte di installare sistemi di videosorveglianza per fermare l’abbandono dei rifiuti.
Un copione ormai noto in tanti territori.
Ma prima di intervenire, l’amministrazione ha fatto quello che spesso si dà per scontato: verificare.
La scoperta: la discarica è nel territorio di Alcamo
Dai rilievi fotografici del personale comunale è emerso un dettaglio decisivo: la zona del Ponte Rincione, pur essendo a ridosso di Calatafimi, ricade amministrativamente nel territorio del Comune di Alcamo.
Una sorta di “terra di confine” che inganna anche chi la attraversa ogni giorno.
E così, mentre molti cittadini erano convinti di segnalare un problema “di casa”, in realtà stavano bussando alla porta del vicino.
Le azioni del Comune di Calatafimi
Nonostante la competenza non sia propria, la Polizia Locale di Calatafimi Segesta non è rimasta ferma.
Sono già stati avviati contatti ufficiali con il Comune di Alcamo per segnalare:
- la presenza della discarica abusiva
- il degrado dell’area
- la necessità di un intervento urgente
Un passaggio istituzionale necessario per attivare chi ha titolo ad agire.
Ora tocca ad Alcamo
A questo punto la palla passa all’amministrazione di Alcamo, che dovrà occuparsi:
- della bonifica dell’area
- dell’eventuale installazione di telecamere o fototrappole
- delle sanzioni contro i responsabili
Solo il Comune competente, infatti, può intervenire concretamente.
Il problema vero resta l’inciviltà
Al di là dei confini amministrativi, resta una certezza: l’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che non conosce cartelli né limiti territoriali.
È una questione culturale prima ancora che amministrativa.
E mentre i cittadini si dividono tra segnalazioni giuste e destinatari sbagliati, gli “sporcaccioni” continuano a colpire dove capita.
Calatafimi o Alcamo cambia poco. Il problema, purtroppo, è sempre lo stesso.
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