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19/03/2026 15:30:00

Trapani, “Gender Roots”: l’arte come pratica di identità e territorio nel progetto di Wushu Studio

Non nasce come semplice residenza artistica. Gender Roots si configura piuttosto come un dispositivo culturale che prova a mettere in relazione identità, territorio e pratiche artistiche contemporanee, dentro un contesto – quello trapanese – che raramente viene attraversato da questo tipo di esperienze.

Il progetto, ideato all’interno di Wushu Studio, prenderà forma nel 2026 con un programma di residenze distribuite tra marzo e dicembre.

Dodici artisti e artiste provenienti da diversi paesi saranno invitati a vivere e lavorare a Trapani, sviluppando ricerche che intrecciano memoria personale, radici culturali e rappresentazione del genere. Ogni fase della residenza si concluderà con momenti pubblici – mostre, installazioni, performance – pensati come occasioni di confronto diretto con la comunità locale.

Si inizia il 3 aprile presso il Chiostro di S. Domenico con Luca Ignomeriello, per poi proseguire per nove mesi con nove mesi di esposizioni ed esibizioni con Davide Della Valentina, Mela, Auraiguel Collective, Francisco Tomàs, Cecilia De Lazzaro, Karigai Collective, Viviana Bonura, Rebecca Lena.

Più che importare linguaggi, Gender Roots punta a costruire uno spazio di attraversamento: tra geografie, identità e livelli di appartenenza.

Alla base di Gender Roots c’è il percorso di Elena Alaimo, fondatrice di Wushu Studio. Un percorso che non viene esibito come eccezione, ma che funziona da chiave di lettura. Dopo oltre dieci anni trascorsi tra Milano, Londra e Parigi, Alaimo matura una distanza critica non solo rispetto al proprio luogo di origine, ma anche rispetto ai meccanismi stessi della produzione culturale nei grandi centri e come questi siano fondati su una logica di accumulazione e ripetizione, più che di reale elaborazione culturale.

Il ritorno a Trapani, nel 2023, non è un gesto nostalgico, piuttosto un tentativo di ridefinire il senso della pratica artistica fuori dai contesti saturi.

È in questo passaggio che prende forma l’idea di lavorare non più sulla produzione di oggetti, ma sulla costruzione di contesti. Gender Roots nasce, in questo senso, come sviluppo coerente di questa visione. Il tema dell’identità viene inteso non come categoria fissa, ma come campo aperto, attraversato da tensioni culturali, biografiche e politiche.

Nel progetto, il genere non è trattato come etichetta, ma come processo: qualcosa che si costruisce e si rappresenta. Allo stesso modo, il concetto di radice non rimanda a una dimensione statica o identitaria in senso tradizionale, ma a un intreccio dinamico tra memoria e trasformazione. Gli artisti coinvolti saranno chiamati a lavorare proprio su questa tensione: tra appartenenza e movimento, tra locale e globale.

La scelta di Trapani non è neutra. È, piuttosto, parte integrante del dispositivo. Un territorio spesso raccontato in termini di margine diventa qui spazio di produzione, luogo in cui sperimentare nuove forme di relazione tra arte e comunità.

Il progetto prende forma all’interno di “Wushu Studio”, spazio fondato da Alaimo nel dicembre 2023. Fin dall’inizio, lo studio si configura come un luogo ibrido, più vicino a un laboratorio che a una galleria. L’obiettivo, nelle intenzioni della fondatrice, è quello di creare un ambiente in cui le persone possano incontrarsi e in cui la cultura non sia semplicemente fruita, ma costruita collettivamente.

Le prime esperienze, come l’evento Violent Christmas – che ha coinvolto circa trenta artisti – hanno già indicato una direzione: attivare reti, mettere in relazione pratiche e linguaggi, aprire lo spazio a contaminazioni internazionali.

Gender Roots rappresenta un salto di scala: da evento a processo continuativo ed una sfida territoriale. Il progetto si inserisce in un contesto che presenta le fragilità dell’insularità. La Sicilia, e in particolare la provincia, continua a offrire poche possibilità strutturate per chi opera nei campi dell’arte contemporanea e delle pratiche culturali indipendenti. Costruire una sostenibilità professionale in questi ambiti resti complesso, tuttavia, è proprio dentro questa difficoltà che si può individuare uno spazio di possibilità: quello di ripensare i modelli, sottraendosi alle logiche produttive dominanti. Gender Roots si colloca esattamente su questo crinale: tra limite e potenziale. 

Nel frattempo, Wushu Studio continua la propria attività espositiva. Fino al 30 marzo ospita la mostra di Piergiorgio Leonforte, in arte Piriongo, artista trapanese che lavora su un immaginario visivo sospeso tra pop e dimensione surreale. Un elemento che non è secondario: il dialogo tra scena locale e pratiche internazionali è parte integrante del progetto.

Tra le prospettive future, anche l’ipotesi di trasferire lo studio, attualmente in via Libertà, all’interno del Complesso San Domenico, uno dei principali poli culturali cittadini. Un passaggio che segnerebbe un ulteriore radicamento nel tessuto urbano.

Ma il punto, più che consolidare un centro, sembra essere un altro: costruire connessioni. Gender Roots, in questa prospettiva, non è solo una residenza artistica. È un tentativo di riscrivere le coordinate attraverso cui si pensa il rapporto tra arte e territorio. Non più periferia che rincorre il centro, ma spazio che produce senso a partire dalla propria posizione.