Diga Trinità, il Ministero frena: servono altri documenti. Sabato sit-in dei Guardiani
Il caso della diga Trinità rimane al centro dell’attenzione pubblica in provincia di Trapani. Con gli agricoltori pronti a protestare già sabato prossimo con un sit-in organizzato dai Guardiani del Territorio. Intanto il Ministero delle Infrastrutture ha chiesto alla Regione Siciliana nuova documentazione tecnica prima di autorizzare l’innalzamento del livello dell’invaso ed è stato fissato un sopralluogo per il prossimo 24 marzo.
La richiesta del Ministero
La Regione, attraverso il Dipartimento Acqua e Rifiuti, aveva chiesto di poter portare la quota dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare, almeno in via temporanea fino al 2029, dopo gli interventi effettuati in somma urgenza. Ma da Roma è arrivata una richiesta di integrazione. Il Ministero vuole ulteriori elementi tecnici e certificazioni sui lavori eseguiti, in particolare sulle paratoie dello scarico di superficie e sul sistema di movimentazione. Tra le richieste anche: collaudi e certificazioni secondo le normative vigenti; verifiche sulla sicurezza strutturale; dati sui tempi di apertura e chiusura delle paratoie; garanzie sulla piena funzionalità degli impianti.
Nodo sicurezza e scarico di fondo
Un punto centrale riguarda lo scarico di fondo della diga, ritenuto essenziale per la sicurezza idraulica. Il Ministero chiede una dichiarazione formale del responsabile della sicurezza che attesti: la funzionalità dello scarico; l’assenza di rischi di ostruzione; la possibilità di svuotare l’invaso in caso di emergenza. Si tratta di passaggi ritenuti indispensabili prima di qualsiasi autorizzazione all’innalzamento del livello dell’acqua.
Sopralluogo fissato
Intanto è stato programmato un sopralluogo istruttorio alla diga Trinità per il 24 marzo. Ma potrà svolgersi solo se la documentazione richiesta arriverà in tempo utile.
Un ulteriore passaggio che rischia di allungare i tempi in una fase già delicata per il territorio.
La protesta degli agricoltori
Sul fronte locale cresce la tensione. L’associazione “I Guardiani del Territorio” ha organizzato un sit-in per sabato 21 marzo, alle ore 10, proprio nei pressi della diga, nel territorio di Castelvetrano. Alla base della mobilitazione c’è una denuncia chiara: mentre campagne e aziende agricole soffrono la sete, l’acqua continuerebbe a non essere trattenuta e a defluire verso il mare. Secondo l’associazione, i lavori sarebbero stati completati ma le paratoie restano aperte a causa di ritardi burocratici.
L’appello al territorio
L’iniziativa sarà statica e senza corteo, ma punta a richiamare agricoltori, cittadini e rappresentanti del mondo agricolo. Invitati anche i sindacati di categoria e il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella. L’obiettivo è accendere i riflettori su una situazione che, tra passaggi tecnici e ritardi amministrativi, continua a pesare su uno dei comparti più importanti del territorio trapanese. E mentre si attendono risposte da Roma e Palermo, l’acqua della diga Trinità resta al centro di un equilibrio fragile tra sicurezza, burocrazia e bisogno reale del territorio.
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