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19/03/2026 20:30:00

Taglio accise, ma i prezzi non scendono: proteste a Trapani e Marsala

Il taglio delle accise è partito, nero su bianco. Ma alla pompa, almeno per ora, molti automobilisti non se ne accorgono.
In provincia di Trapani arrivano segnalazioni su segnalazioni: prezzi ancora alti, sconti che non si vedono, e la sensazione – diffusa – che qualcosa non torni.
Eppure il decreto è in vigore da oggi. E i numeri sono chiari.
Allora perché il prezzo non cala subito? E chi non si adegua rischia davvero qualcosa?

 

Il taglio c’è (ed è consistente)

 

Da oggi, 19 marzo, per 20 giorni entrano in vigore le nuove accise:

  • Gasolio: da 0,6729 a 0,4729 €/l
  • Benzina: da 0,6729 a 0,4729 €/l
  • GPL: da 0,2677 a 0,1677 €/kg

Il taglio è di circa 25 centesimi al litro, che significa – secondo il Codacons – oltre 12 euro di risparmio su un pieno da 50 litri.

Sulla carta, quindi, il beneficio è concreto.
Nella realtà, molto meno.

 

Perché i prezzi non scendono subito

 

La risposta è meno “misteriosa” di quanto sembri. E sta tutta nella filiera.

Il prezzo alla pompa non cambia automaticamente con il decreto.
Dipende da tre fattori principali:

1. Scorte già acquistate
I distributori vendono carburante comprato prima del taglio.
Finché non esauriscono quelle scorte, il prezzo resta più alto.

2. Listini dei marchi petroliferi
Molti gestori segnalano che le compagnie non hanno ancora aggiornato in modo uniforme i prezzi consigliati.
Senza nuovi listini, l’adeguamento rallenta.

3. Dinamiche di mercato
Ogni impianto può avere tempi diversi.
E quindi si crea il paradosso: distributori vicini con differenze anche significative.

Risultato: il calo sarà graduale, non immediato.

 

I prezzi “attesi” (e quelli reali)

 

Secondo le stime, con il taglio delle accise si dovrebbero vedere:

  • Benzina intorno a 1,62 €/l
  • Gasolio intorno a 1,85 €/l

Ma molti listini, anche nel Trapanese, restano sopra queste soglie.

E da qui nasce la protesta degli automobilisti.

 

Scattano i controlli: interviene la Guardia di Finanza

 

Il governo, però, non resta a guardare.

Il Ministero delle Imprese ha già trasmesso alla Guardia di Finanza una lista di distributori con anomalie nei prezzi.

Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo (il cosiddetto “Mister Prezzi”), ha attivato un monitoraggio straordinario su tutta la filiera.

I controlli sono già in corso:

  • su strade e autostrade
  • lungo tutta la catena di distribuzione

E gli esiti saranno inviati all’Antitrust.

 

Cosa rischia chi non si adegua

 

Se emergono irregolarità, le conseguenze possono essere serie:

  • sanzioni amministrative
  • procedimenti dell’Antitrust
  • nei casi più gravi, denuncia per manovre speculative

Non si tratta quindi solo di “ritardi tecnici”.

 

Il nodo vero: fiducia e trasparenza

 

La sensazione degli automobilisti è semplice: il taglio c’è, ma non si vede.

E quando il beneficio tarda ad arrivare, cresce il sospetto.
Anche se, in molti casi, la spiegazione è tecnica e legata ai tempi della filiera.

Nei prossimi giorni sarà decisivo capire se i prezzi scenderanno davvero.
Perché il decreto dura 20 giorni.
E il rischio è che lo “sconto” arrivi… quando sta già per finire.



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