Sicilia, turismo a due velocità: più stranieri, calano gli italiani. E si spende meno
Il turismo in Sicilia tiene, ma cambia volto. E non è detto che sia una buona notizia.
I dati del rapporto Prometeia presentato a Palermo raccontano una realtà semplice: l’isola cresce solo grazie agli stranieri, mentre gli italiani viaggiano meno e scelgono meno la Sicilia.
Più turisti, ma non tutti
Nel 2025 gli arrivi complessivi hanno superato i 7,3 milioni, con oltre 22,6 milioni di presenze. Ma il dato è ingannevole:
gli italiani sono in calo (arrivi -4,4%, presenze -6,3%)
gli stranieri crescono (arrivi +4,6%, presenze +5,5%)
Un equilibrio che regge solo grazie al turismo internazionale.
Si viaggia di più, ma si spende meno
Altro dato chiave: i turisti stranieri sono sempre più importanti, ma in Sicilia spendono meno rispetto alla media nazionale.
La spesa media per pernottamento si ferma a circa 96 euro, contro i 141 euro della media italiana.
Arrivano più turisti, ma l’impatto economico resta limitato.
Trasporti e accessibilità: il vero nodo
Gli aeroporti siciliani superano i 23 milioni di passeggeri, ma crescono meno rispetto ad altre regioni come Puglia e Sardegna.
Il motivo è noto:
meno collegamenti competitivi
forte peso dei passeggeri italiani, in calo
difficoltà di accesso rispetto ad altri territori
Turismo concentrato: bene le coste, male l’interno
Il turismo continua a concentrarsi nelle aree più forti:
Palermo e costa orientale trainano
le aree interne restano indietro
Un divario che non si riduce e che limita lo sviluppo complessivo.
Strutture e servizi: qualche ritardo
La Sicilia resta indietro su alcuni fronti:
solo 39 hotel di lusso, meno rispetto ad altre regioni
calo delle strutture di fascia alta negli ultimi anni
Anche la nautica mostra un limite: tante infrastrutture, ma troppo piccole e poco attrezzate.
Un settore importante ma fragile
Il turismo vale oltre il 4% dell’economia regionale e circa il 5% della filiera turistica nazionale, ma il sistema resta debole:
poche grandi imprese
margini più bassi
scarsa capacità di investimento
Il punto politico: le critiche del M5S
Sul settore interviene anche il Movimento 5 Stelle, che critica la nuova normativa regionale sulle strutture ricettive.
Secondo il capogruppo all’Ars Antonio De Luca, la riforma introdotta dal governo Schifani rischia di penalizzare soprattutto il comparto extralberghiero, imponendo obblighi ritenuti troppo onerosi, come requisiti strutturali e dotazioni obbligatorie.
Il timore è che molte attività non riescano ad adeguarsi entro le scadenze previste e possano essere costrette a chiudere, con conseguenze su occupazione e offerta turistica.
Il M5S chiede quindi una proroga e correttivi alla norma, sottolineando che l’extralberghiero rappresenta una parte fondamentale del sistema: circa il 70% dell’offerta, con centinaia di migliaia di posti letto distribuiti in tutta l’isola.
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