Ancora un intervento della Guardia Costiera di Trapani contro la pesca illegale dei ricci di mare. Nel fine settimana appena trascorso, i militari della motovedetta CP 770, coordinati dalla sala operativa della Capitaneria di porto, hanno sequestrato 500 esemplari di riccio di mare trovati a bordo di un’unità da diporto nel tratto di mare davanti all’imboccatura del porto di Trapani.
Il controllo è scattato nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, quando i militari hanno intercettato un diportista trapanese che trasportava una quantità di ricci di mare ben superiore a quella consentita dalla legge. Secondo quanto accertato, gli esemplari erano stati pescati in apnea e il quantitativo detenuto era pari a dieci volte il limite massimo previsto per la pesca sportiva.
La normativa, infatti, consente ai pescatori sportivi di raccogliere manualmente e solo in apnea non più di 50 ricci al giorno per persona. Non solo. È previsto anche il divieto assoluto di pesca nei mesi di maggio e giugno, periodo ritenuto essenziale per consentire la riproduzione della specie.
Dalle misurazioni effettuate dai militari è emerso inoltre che molti dei 500 esemplari sequestrati avevano dimensioni inferiori alla taglia minima di legge, fissata in 7 centimetri di diametro.
Essendo ancora vivi, i ricci sono stati rigettati in mare nel rispetto della normativa vigente e per la tutela dell’ecosistema marino. Al diportista è stata invece contestata una sanzione amministrativa da 2.000 euro per violazione del Decreto Ministeriale del 12 gennaio 1995, che disciplina la raccolta dei ricci di mare.
Perché i ricci di mare vanno tutelati
La pesca dei ricci di mare è da tempo al centro dell’attenzione delle autorità marittime. Si tratta infatti di una specie sottoposta a forte pressione, anche a causa di prelievi indiscriminati. Eppure il riccio di mare svolge un ruolo importante nell’equilibrio dell’ambiente marino, contribuendo alla pulizia dei fondali.
Per questo la Capitaneria di porto richiama ancora una volta pescatori sportivi e professionali al rispetto delle regole. La tutela del mare, insomma, non può essere affidata solo alla buona sorte o alla solita speranza che “tanto nessuno controlla”.
Controlli su tutto il compartimento marittimo
L’operazione rientra nella più ampia attività di vigilanza che la Guardia Costiera svolge quotidianamente su tutto il compartimento marittimo di Trapani, con controlli diurni e notturni effettuati sia da personale a terra sia da quello imbarcato sulle motovedette.
L’area di competenza si estende da Petrosino ad Alcamo, comprendendo anche le isole Egadi e Pantelleria.