A seguito dell'articolo sull'archiviazione della denuncia di Vincenzo Guaiana nei confronti di un esponente del comitato "L'acqua è un diritto di tutti, riceviamo e pubblichiamo integralmente la replica dell'ex assessore a quanto dichiarato dallo stesso comitato.
Prendo atto della decisione di archiviazione definitiva della vicenda giudiziaria, che chiude il piano legale ma lascia aperta una riflessione più ampia sul piano umano, civile e politico.
Nel periodo in cui ho ricoperto il ruolo di assessore, il nostro territorio era nel pieno di una crisi idrica dichiarata dalla Regione: un contesto estremamente complesso che ha richiesto presenza costante, impegno quotidiano e grande senso di responsabilità. L’amministrazione ha messo in campo numerosi sforzi per fronteggiare l’emergenza e, a differenza di molte altre città della provincia, siamo riusciti a contenere i disagi con turnazioni ridotte rispetto ad altri territori.
Ciò che però non può essere accettato né giustificato è il linguaggio utilizzato nei miei confronti. Non trovo corretto, e tanto meno educato, rivolgersi a chiunque – e a maggior ragione a chi ricopre un ruolo istituzionale delicato – con espressioni come “ignorante” o “fai schifo”. Non è questo il modo di esercitare il diritto di critica. Il diritto di esprimere dissenso è sacrosanto, ma non può mai degenerare in offese personali, volgarità o attacchi gratuiti.
Purtroppo, assistiamo sempre più spesso a un uso dei social come valvola di sfogo, dove vengono meno rispetto, educazione e senso del limite. Questo non contribuisce in alcun modo a migliorare il confronto né tantomeno a risolvere i problemi. In questo senso, non posso condividere né ritenere accettabile la posizione del comitato che ha ritenuto di giustificare tali modalità espressive.
Comprendere il disagio dei cittadini è doveroso, soprattutto in un momento difficile come quello vissuto, ma giustificare linguaggi offensivi e comportamenti inappropriati nei confronti delle istituzioni è un segnale sbagliato. Il rispetto deve essere sempre alla base del confronto, da entrambe le parti.
Desidero inoltre chiarire con fermezza che non sono mai stato io a pronunciare o a minacciare azioni per presunto “procurato allarme”. Rivendico con serenità il lavoro svolto, sempre con presenza e dedizione, in uno dei momenti più difficili per il nostro territorio. Continuerò a credere in un confronto civile, fondato sul rispetto reciproco e orientato al bene della comunità.
Vincenzo Guaiana