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24/03/2026 16:13:00

Abbonamenti Trapani Shark, i rimborsi non bastano: parte l’azione collettiva per gli esclusi

Sui rimborsi agli abbonati della Trapani Shark si apre adesso il fronte giudiziario.

Dopo i primi riscontri positivi ottenuti da alcuni tifosi che avevano sottoscritto l’abbonamento tramite finanziamento, resta infatti fuori una parte consistente degli utenti, ai quali il rimborso sarebbe stato negato dalla società richiamando presunte cause di forza maggiore. Negli ultimi giorni la vicenda è tornata al centro dell’attenzione proprio perché i rimborsi avviati riguarderebbero solo una quota degli abbonati.

A sollevare il caso è Consumerismo No Profit, che parla apertamente di una tutela ancora incompleta. Il nodo è quello degli abbonamenti stagionali acquistati per assistere a un numero di partite superiore a quelle poi effettivamente disputate, dopo l’esclusione della squadra dal campionato di Serie A. Una situazione che, secondo l’associazione, potrebbe configurare un inadempimento contrattuale, con il conseguente diritto dei consumatori a ottenere il rimborso della quota relativa agli eventi non goduti.

Anche nelle ricostruzioni già emerse a gennaio, il tema era stato posto in questi termini, con riferimento alle gare casalinghe incluse nell’abbonamento e rimaste non disputate. Il punto più delicato riguarda gli abbonati che avevano scelto il pagamento rateale tramite finanziaria.

In alcuni casi, nonostante le diffide inviate sia alla Trapani Shark sia a Compass, i consumatori continuerebbero a pagare le rate di un servizio interrotto. Proprio su questo aspetto si era registrato nei giorni scorsi un primo spiraglio, con rimborsi parziali riconosciuti ad alcuni utenti che avevano finanziato l’acquisto dell’abbonamento.

Ma, per Consumerismo, non basta: il problema resta aperto per tutti gli altri esclusi. Per questo l’associazione, inserita tra i soggetti legittimati dal Ministero della Giustizia a promuovere azioni collettive, ha depositato una class action davanti al Tribunale di Palermo, sezione specializzata in materia d’impresa. L’obiettivo dichiarato è estendere la tutela a tutti gli abbonati coinvolti, superando quelle che vengono ritenute disparità di trattamento tra consumatori che si trovano in condizioni sostanzialmente analoghe.

“Prendiamo atto dei risultati ottenuti, che rappresentano un segnale positivo, ma non possiamo ignorare che una parte degli abbonati sta rimanendo esclusa dalle misure di rimborso”, ha affermato Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit. “Il nostro intervento nasce proprio dall’esigenza di garantire equità e uniformità di trattamento, evitando disparità tra consumatori che si trovano in situazioni analoghe”.

Per l’associazione, la vicenda va oltre il caso sportivo e richiama principi più ampi di correttezza contrattuale, trasparenza e tutela collettiva. “Quando un servizio non viene erogato secondo quanto previsto, la tutela deve essere garantita a tutti i consumatori coinvolti, senza distinzioni”, ha spiegato Gabriele, “L’azione di classe rappresenta lo strumento più adeguato per ristabilire un equilibrio e assicurare che nessuno venga lasciato indietro”.

Sul piano giuridico interviene anche l’avvocato Alberto Gava, legale coinvolto nell’azione: “Il ricorso si rende necessario in presenza di una possibile disparità di trattamento tra consumatori che si trovano in condizioni analoghe. Sarà ora compito dell’autorità giudiziaria verificare la legittimità delle esclusioni e accertare se sussistano i presupposti per garantire il diritto al rimborso in modo uniforme”.

Il punto, in sostanza, è semplice: dopo il caos seguito all’esclusione della Trapani Shark, per i tifosi-abbonati si è aperta una partita parallela, quella dei diritti dei consumatori. E adesso sarà il tribunale a stabilire se i rimborsi possano fermarsi a pochi casi oppure debbano essere estesi a tutti.