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24/03/2026 11:21:00

"La ragazza di Gladio"”: Biondani racconta agli studenti le verità nascoste delle stragi

Non sempre per capire il potere bisogna seguire il denaro. A volte, bisogna seguire le armi.

 

È da qui che parte la riflessione del giornalista investigativo Paolo Biondani, firma de "L’Espresso", intervenuto a Trapani nei due incontri dal titolo “Diritto alla Verità, Dovere di Conoscere”.

 

Un cambio di prospettiva che sposta l’attenzione dai flussi finanziari ai depositi clandestini: i Nasco, arsenali nascosti legati alle strutture di Gladio e dello Stay Behind, al centro – secondo ricostruzioni giudiziarie – della stagione dello stragismo nero in Italia.

 

Un tema complesso, spesso rimosso dal dibattito pubblico, che Biondani riporta dentro un confronto diretto con studenti, docenti e cittadini. L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Trapani-Erice insieme all’I.I.S.S. “Rosina Salvo” e con il patrocinio del Comune di Erice, ha provato a rimettere ordine in una delle pagine più oscure della storia repubblicana.

 

Dalle stragi agli anni ’90: un filo che attraversa la storia italiana Da Piazza Fontana all’Italicus, da Peteano a Piazza della Loggia, fino al terrorismo mafioso degli anni ’90: il racconto di Biondani ricostruisce un filo che attraversa oltre vent’anni di storia italiana, segnati da violenza politica, depistaggi e verità incomplete.

 

Al centro del confronto alcune domande che restano ancora oggi aperte: come nasce il terrorismo? Perché molte stragi hanno impiegato decenni per arrivare a una verità giudiziaria? E quale memoria ne resta nelle nuove generazioni? Il giornalismo d’inchiesta, in questo quadro, emerge come uno strumento essenziale non solo per informare, ma per ricostruire connessioni e responsabilità.

 

Particolare attenzione è stata dedicata al libro “La ragazza di Gladio”, in cui Biondani ricostruisce – con ritmo narrativo ma rigore documentale – le stragi tra il 1969 e il 1980 e la successiva stagione di terrorismo mafioso tra il 1984 e il 1993. Un punto viene ribadito con forza: le informazioni contenute nel libro non sono ipotesi, ma derivano esclusivamente da atti giudiziari, documenti processuali e sentenze definitive. Una distinzione fondamentale, che sposta il racconto dal terreno delle interpretazioni a quello delle verità accertate. Emergono così i contorni della strategia della tensione, i rapporti ambigui tra apparati deviati dello Stato e gruppi eversivi, e il ruolo dei depistaggi nel rallentare – o ostacolare – l’accertamento della verità.

Gli incontri di Trapani non si sono limitati alla ricostruzione storica. Hanno posto agli studenti una questione attuale: cosa resta oggi di quella stagione? Per Biondani, e per i promotori dell’iniziativa, la risposta passa dalla conoscenza. Parlare di stragi, terrorismo nero e connessioni con la criminalità mafiosa significa rafforzare gli strumenti critici dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Perché il diritto alla verità non è solo un principio astratto, ma una condizione necessaria per una democrazia consapevole.