Pala Daidone, il TAR dà ragione al Comune: respinto il ricorso della Trapani Shark
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La decisione è arrivata, e chiude – almeno per ora – il primo round giudiziario sul caso più esplosivo dello sport trapanese. Il TAR di Palermo ha respinto la richiesta cautelare della Trapani Shark, confermando la legittimità del provvedimento con cui il Comune ha revocato la concessione del Pala Daidone.
Una pronuncia attesa, dopo l’udienza di ieri, che segna un passaggio chiave nella vicenda tra Palazzo D’Alì e la società di Valerio Antonini.
Il punto decisivo: niente lucro
Il cuore della decisione sta tutto in un principio giuridico preciso. Secondo il TAR, manca un requisito fondamentale: l’assenza di scopo di lucro.
Un elemento che, per legge, è indispensabile per ottenere e mantenere la gestione di un impianto sportivo pubblico.
Ed è proprio su questo punto che il tribunale ha ritenuto fondata l’azione del Comune, confermando che la revoca della concessione si basa su presupposti legittimi.
Respinta la sospensiva
La Trapani Shark chiedeva la sospensione dello “sfratto” dal palazzetto.
Il TAR ha detto no.
Nessuna sospensiva, nessun ritorno immediato nell’impianto. Il provvedimento del Comune resta pienamente efficace.
E questo significa, nei fatti, che il Pala Daidone rimane nella disponibilità dell’amministrazione comunale.
Le altre questioni: beni e settore giovanile
Il tribunale ha anche affrontato altri aspetti delicati della vicenda.
Da un lato, ha ritenuto corrette le misure adottate dal Comune per la custodia e l’inventariazione dei beni presenti nel palazzetto e la gestione dell’impianto.
Dall’altro, ha riconosciuto la legittimità della scelta di garantire l’utilizzo della struttura al settore giovanile, evitando che le attività sportive di base venissero interrotte.
Un passaggio non secondario, in una vicenda che ha coinvolto anche centinaia di ragazzi.
La reazione del Comune
Il sindaco e l’amministrazione parlano apertamente di una decisione che conferma “in modo inequivocabile” la correttezza dell’azione intrapresa.
Nel comunicato ufficiale si sottolinea come il TAR abbia riconosciuto: la legittimità della revoca, decadenza e risoluzione della concessione, la correttezza delle azioni a tutela del patrimonio pubblico.
E si rilancia sul futuro: il Comune annuncia nuovi investimenti sull’impiantistica sportiva, a partire dal Pala Daidone e dalla piscina adiacente, con interventi già candidati a finanziamento per oltre 3,4 milioni di euro.
E Antonini?
Per la Trapani Shark, la partita non è chiusa.
Il rigetto della sospensiva non entra nel merito definitivo della controversia, ma rappresenta comunque un segnale pesante sul piano giuridico.
Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse della società: dal proseguimento del contenzioso amministrativo ad eventuali altre azioni in sede civile.
Una svolta nella “guerra” del palazzetto
Dopo mesi di scontri, accuse e carte bollate, arriva dunque una prima decisione chiara.
Il TAR, almeno in questa fase, dà ragione al Comune.
E in una vicenda dove spesso la narrazione ha corso più veloce dei fatti, stavolta a parlare sono le carte. E il risultato, per ora, è netto.
La replica di Antonini: “Solo una fase cautelare”
Di tutt’altro tono la risposta di Valerio Antonini, che contesta duramente la lettura del Comune.
Secondo il patron della Trapani Shark, il TAR non si è espresso nel merito, ma solo sulla richiesta cautelare:
“Che il Comune utilizzi il sito per scrivere questa marea di cretinate, visto che non si è discusso nel merito ma solo sulla sospensiva, dimostra la pochezza di questi personaggi”.
Antonini respinge anche l’interpretazione sulla legittimità dell’operato dell’ente:
“Non ha per nulla confermato la piena legittimità del Comune, anzi ha sottolineato che il motivo fondamentale è l’esclusione dal campionato della Trapani Shark”.
E annuncia battaglia:
“Il giudizio sarà appellato alla CGA Siciliana prima ancora di entrare nel merito”.
Il nodo dei beni e le nuove tensioni
Nella replica c’è anche un passaggio molto duro sulla gestione dei beni presenti nel palazzetto:
“Il 90% di quanto c’è all’interno è di proprietà della Trapani Shark e della Sport Invest. Il TAR ha intimato un inventario per verificare che non sia stato sottratto nulla”.
E ancora:
“Se qualcuno oserà toccare i nostri beni, denunceremo anche chi li utilizzerà”.
Parole che confermano come il fronte dello scontro resti apertissimo, anche sul piano potenzialmente penale.
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