Un’esposizione debitoria di quasi 800.000 euro, maturata nel corso degli anni tra obblighi familiari, spese quotidiane e carichi fiscali, non rappresenta più una condanna senza ritorno. Il Tribunale di Trapani ha infatti aperto la procedura di liquidazione controllata per Salvatore (nome di fantasia), padre di famiglia finito in una spirale debitoria dopo una separazione. Assistito dai professionisti di Legge3.it, l’uomo potrà ora accedere agli strumenti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento, trovando una concreta possibilità di ripartenza.
Una storia comune a molti
La vicenda di Salvatore riflette una realtà diffusa. Dopo la separazione, l’uomo ha sostenuto per oltre quindici anni il pagamento dell’assegno di mantenimento. Nel frattempo, ha costruito una nuova famiglia, affrontando nuove responsabilità economiche: figli, casa, spese quotidiane.
Un equilibrio già fragile, ulteriormente compromesso dall’accumulo di imposte e contributi previdenziali. Nonostante i tentativi di rientro e le rateizzazioni, il debito ha continuato a crescere fino a raggiungere la cifra complessiva di 789.901,35 euro, ormai insostenibile.
L’intervento del Tribunale
Di fronte a una situazione fuori controllo, Salvatore ha scelto di affidarsi agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, evoluzione della cosiddetta “Legge salva-suicidi”.
Il Tribunale di Trapani, valutata la documentazione, ha disposto l’apertura della procedura di liquidazione controllata. Il provvedimento prevede che il debitore metta a disposizione il proprio patrimonio e versi per tre anni una quota mensile del reddito.
Si tratta di una somma stabilita dal giudice in modo sostenibile, garantendo prima di tutto il mantenimento dignitoso dell’uomo e della sua famiglia.
Tre anni per ripartire
Il meccanismo è chiaro: per tre anni Salvatore verserà quanto effettivamente nelle sue possibilità. Al termine del periodo, potrà ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione definitiva della parte di debito non saldata.
Una prospettiva che cambia radicalmente il futuro: da una situazione senza via d’uscita alla possibilità concreta di ricominciare.
“Un sistema che premia l’onestà”
Sulla vicenda interviene Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it: “La storia di Salvatore dimostra come gli strumenti normativi possano salvare chi si trova, suo malgrado, in difficoltà. Il sistema è rigoroso ma equo: chi rispetta gli impegni per tre anni, pagando una rata sostenibile, può liberarsi definitivamente dei debiti. È l’unico modo per permettere a un padre di famiglia di tornare a vivere serenamente”. Una decisione che restituisce dignità e speranza, confermando come la legge sul sovraindebitamento rappresenti oggi una concreta ancora di salvezza per chi, pur in buona fede, è stato travolto dai debiti.