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25/03/2026 20:35:00

Pesca in crisi in Sicilia: chiesto l’intervento urgente del Fondo di Solidarietà

 Il comparto della pesca siciliana affronta una delle fasi più difficili degli ultimi anni. È quanto emerso dall’incontro svoltosi il 24 marzo presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, alla presenza delle principali organizzazioni di categoria del settore ittico.

Al centro del confronto, le gravi difficoltà che stanno colpendo le marinerie dell’isola. A partire da dicembre 2025, condizioni meteomarine eccezionali hanno imposto lunghi periodi di fermo forzato delle attività di pesca. A questo si sono aggiunti ulteriori problemi come la presenza diffusa di detriti e rifiuti sui fondali e il fenomeno anomalo della mucillagine, che ha ridotto sensibilmente la produttività.

 

Costi in aumento e attività a rischio

Il quadro è peggiorato nei primi mesi del 2026 con il forte aumento del costo del carburante, legato alle tensioni internazionali. Una voce di spesa determinante che, in molti casi, rende antieconomiche le uscite in mare, aggravando ulteriormente la situazione delle imprese.

 

A rischio imprese e occupazione

Le organizzazioni del settore hanno lanciato l’allarme: circa 5.000 marittimi e oltre 2.400 imbarcazioni rischiano di subire pesanti conseguenze economiche. Il mancato reddito accumulato potrebbe portare a un blocco generalizzato delle attività, con ripercussioni rilevanti su tutto il tessuto economico e sociale delle aree costiere siciliane.

 

La richiesta: attivare il Fondo di Solidarietà

Per fronteggiare l’emergenza, le sigle presenti hanno chiesto con urgenza l’attivazione e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà della Pesca, previsto dalla normativa regionale. Si tratta di uno strumento ritenuto fondamentale per garantire ristori immediati alle imprese e ai lavoratori del comparto.

 

Le proposte sul tavolo

Nel dettaglio, la proposta avanzata prevede:

  • contributi economici alle imprese di pesca, calcolati secondo i criteri già utilizzati per l’arresto temporaneo delle attività nell’ambito del FEAMP;
  • un’indennità giornaliera di 30 euro per i marittimi nei giorni di inattività.

Stimando almeno 45 giorni di fermo tra dicembre 2025 e marzo 2026, il fabbisogno per il sostegno al reddito dei lavoratori è quantificato in circa 7 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori risorse necessarie per sostenere le imprese.

 

Appello alla Regione

Le organizzazioni firmatarie – tra cui AGCI Agrital, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Pesca Sicilia, Coldiretti Pesca e altre sigle del comparto – hanno ribadito la necessità di un intervento straordinario e immediato da parte della Regione Siciliana.

L’obiettivo è duplice: compensare le perdite subite negli ultimi mesi e garantire la continuità operativa di un settore strategico per l’economia dell’isola.