Altra giornata di passione per il Trapani Calcio di Valerio Antonini che torna davanti al Tribunale Federale Nazionale per il terzo deferimento stagionale. E questa volta nel fascicolo entra una parola che pesa: recidiva.
Tradotto dal burocratese: non è più un errore, è un comportamento che si ripete. E nel calcio professionistico, questo cambia completamente il livello del rischio.
Le “puntate precedenti”: una crisi che viene da lontano
Per capire cosa succede oggi bisogna tornare indietro di qualche mese. Il Trapani ha già pagato carissimo le irregolarità amministrative legate ai versamenti fiscali e contributivi (Irpef e Inps).
L’ultimo colpo è arrivato il 9 marzo: altri 5 punti di penalizzazione e sei mesi di inibizione per il presidente Valerio Antonini e altri dirigenti.
Il nodo è sempre lo stesso: pagamenti effettuati in modo irregolare o fuori dalle modalità previste. E soprattutto una gestione finanziaria che, per la giustizia sportiva, presenta criticità evidenti.
Cosa contesta la Procura
Il cuore del deferimento è sempre lo stesso, ma con contorni ormai ben definiti. La società, insieme al presidente Valerio Antonini e ai dirigenti, è accusata di non aver rispettato la scadenza del 16 febbraio per il pagamento di una parte delle ritenute Irpef e dei contributi Inps.
Si tratta di somme legate a un accordo con l’Agenzia delle Entrate, quindi non di una dimenticanza improvvisa ma di un impegno già formalizzato mesi prima.
Non solo. La Procura contesta anche le modalità con cui alcuni pagamenti sono stati effettuati: stipendi, tasse e contributi sarebbero stati saldati utilizzando conti correnti diversi da quello ufficiale della società, quello “dedicato” previsto dalle norme federali.
Un dettaglio tecnico solo in apparenza. Perché è proprio su questi passaggi che si gioca gran parte della valutazione disciplinare.
Il nodo della recidiva
Nel deferimento compare esplicitamente la recidiva, prevista dall’articolo 18 del Codice di Giustizia Sportiva.
Non è un’aggiunta formale. È il segnale che, per la Procura, le violazioni non sono isolate ma ripetute nel tempo, sempre sullo stesso fronte: quello dei pagamenti fiscali e contributivi.
E quando la giustizia sportiva arriva a questo punto, le sanzioni non sono più “automatiche”. Possono diventare molto più pesanti. Fino, nei casi estremi, all’esclusione dal campionato.
Cosa può uscire dall’udienza di oggi
Calma, però. Non è oggi il giorno in cui si decide tutto.
L’orientamento è quello già visto nelle settimane scorse: è più probabile che il Tribunale vada verso un’ulteriore penalizzazione, piuttosto che verso una misura drastica come l'esclusione. Anche perché lo stesso organo, poco tempo fa, ha già respinto la richiesta di esclusione.
Non si può nemmeno escludere un rinvio, visto che il procedimento è strettamente legato a quello che sarà discusso tra pochi giorni in appello.
Insomma, oggi si aggiunge un altro capitolo. Ma il finale non è ancora scritto.
Il vero snodo è il 30 marzo
Il passaggio che può cambiare davvero la storia è quello di lunedì. Davanti alla Corte Federale d’Appello si torna a discutere delle violazioni di dicembre.
In primo grado la Procura aveva chiesto l’esclusione dal campionato, mentre il Tribunale si era fermato a cinque punti di penalizzazione. Ora entrambe le parti hanno impugnato quella decisione.
E in quel contesto, la recidiva contestata oggi non è un dettaglio. È un elemento che pesa.
Una stagione che si gioca nei tribunali
Il campo, nel frattempo, racconta già abbastanza: penultimo posto, 27 punti, una montagna di penalizzazioni che ha stravolto la classifica.
Ma la sensazione è che la stagione del Trapani si stia decidendo soprattutto fuori dal terreno di gioco. Tra udienze, ricorsi e sentenze.
E dopo questo terzo deferimento, con la recidiva nero su bianco, il margine di errore si è praticamente azzerato.
Oggi un’altra udienza. Lunedì, forse, il verdetto che conta davvero.