Sono numerose le lettere di encomio che, negli ultimi mesi, stanno arrivando al reparto di Radiologia e Medicina Nucleare dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, diretto dal dottor Giuseppe Garraffa.
In un momento in cui la sanità pubblica è spesso al centro di critiche e tensioni, emergono storie che raccontano, in silenzio, un’altra realtà: quella di professionisti che lavorano con dedizione e che ricevono, come riconoscimento, la gratitudine dei pazienti.
C’è chi, come Margherita, sottolinea la qualità e l’esperienza del dottor Garraffa e di tutto il personale della Medicina Nucleare: “Un plauso anche a tutto lo staff infermieristico: accogliente, professionale e soprattutto umano. Il modo in cui hanno trattato pazienti e accompagnatori è esattamente quello che ognuno di noi vorrebbe trovare in momenti così delicati. Ambiente pulito, organizzato e rassicurante”.
E aggiunge una riflessione significativa: “Spesso, quando si parla di buon servizio pubblico, si tende a citare esperienze fatte al Nord. E invece oggi ho trovato l’eccellenza qui, nella mia terra, vicino casa. Perché anche al Sud esistono ottime realtà: bisogna crederci e volerle, per primi, noi”.
Un altro paziente racconta di aver effettuato una PET in tempi rapidi proprio presso il reparto trapanese: “Mi sono ritrovato ad effettuare l’esame in tempi brevi, grazie alla disponibilità, al sacrificio e alla dedizione di tutto il personale. Voglio ringraziare, nella persona del dirigente dottor Giuseppe Garraffa, tutta la sua équipe, per cordialità, professionalità, accoglienza e umanità”.
E ancora: “La gentilezza e il sorriso, uniti alla competenza socio-sanitaria della Medicina Nucleare dell’ospedale di Trapani, fanno sì che tutta l’équipe del dottor Garraffa rappresenti una vera eccellenza del nostro territorio”.
Anche Maria, nel corso del suo recente percorso diagnostico, evidenzia quanto l’aspetto umano sia stato determinante, soprattutto in un momento delicato e carico di ansia come quello affrontato dai pazienti oncologici: “Ho avuto modo di constatare non solo un’elevata competenza tecnica, ma anche un approccio attento, rispettoso e profondamente umano, che ha contribuito a rendere più sereno e sopportabile l’intero iter. Vi ringrazio di cuore per il prezioso lavoro che svolgete ogni giorno con dedizione e spirito di servizio. È grazie a realtà come la vostra che il nostro sistema sanitario può e deve essere motivo di orgoglio”.
Raccontare queste esperienze non è solo un dovere di cronaca, ma un atto necessario. Perché la buona sanità esiste, spesso lontano dai riflettori, e merita di essere riconosciuta. È da qui che passa anche la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario: una fiducia che non si proclama, ma si costruisce giorno dopo giorno, attraverso competenza, umanità e risultati concreti.