Si è svolta lo scorso 24 marzo, presso il Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio a Roma, l’udienza preliminare sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Davanti al Gup Alessandra Boffi sono comparsi Ranieri Guerra, Giuseppe Ruocco e Maria Grazia Pompa, imputati per omissione di atti d’ufficio. All’epoca dei fatti, Guerra e Pompa erano direttori generali della Prevenzione, mentre Ruocco ricopriva il ruolo di segretario generale del Ministero della Salute.
L’origine dell’inchiesta
Il procedimento rappresenta uno sviluppo del filone romano della maxi inchiesta della Procura di Bergamo sulle responsabilità nella gestione iniziale della pandemia. L’indagine, chiusa nel marzo 2023 e trasferita per competenza a Roma, riguarda in particolare la mancata revisione del piano pandemico in vigore nel gennaio 2020 e, più in generale, il livello di preparazione dell’Italia di fronte all’emergenza sanitaria.
Ammesse le parti civili
Al termine della discussione, il giudice ha ammesso tutte le parti civili: oltre 328 familiari di vittime del Covid, molti dei quali appartenenti all’associazione “Sereni e Sempre Uniti”, presenti in aula in gran numero.
Sindacati e lavoratori coinvolti
Si sono costituiti parte civile anche il sindacato FISI, l’OSA Polizia e il maresciallo Billeci. Le richieste fanno riferimento ai presunti danni subiti da operatori sanitari e forze dell’ordine, impiegati durante la prima ondata del 2020 in condizioni ritenute non adeguatamente sicure, anche a causa della mancata attuazione di un piano pandemico aggiornato.
La posizione dei legali
Soddisfazione è stata espressa dai difensori delle parti civili, tra cui gli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo, secondo i quali l’ammissione rappresenta un primo passo verso l’accertamento delle responsabilità. I legali sostengono che una pianificazione adeguata avrebbe potuto ridurre l’impatto sanitario della pandemia.
Le dichiarazioni di Guerra
Nel corso dell’udienza, Ranieri Guerra ha reso dichiarazioni spontanee, sottolineando che il piano pandemico avrebbe dovuto essere aggiornato secondo la normativa europea del 2013, evidenziando al contempo la mancanza di adeguate risorse finanziarie.
Richiesta sul Ministero della Salute
I difensori delle parti civili hanno inoltre chiesto l’autorizzazione a citare come responsabile civile il Ministero della Salute, in persona del ministro pro tempore.
Prossima udienza il 12 maggio
La prossima udienza è fissata per il 12 maggio. In quella sede, al termine delle conclusioni del pubblico ministero e delle discussioni delle parti, il Gup si pronuncerà sull’eventuale rinvio a giudizio degli imputati.