Tre persone denunciate alla Procura della Repubblica di Trapani e undici box sequestrati in due autolavaggi del territorio. È il bilancio di una serie di controlli ambientali condotti nei giorni scorsi dai militari della Capitaneria di porto di Trapani.
Le operazioni, svolte in due distinti interventi, hanno portato alla denuncia di tre soggetti e al sequestro di sei box in un autolavaggio situato in città, oltre al sequestro di altri cinque box in un secondo impianto nella zona industriale.
Dalle indagini condotte dalla Guardia Costiera è emerso che, nel primo caso, i gestori operavano in assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), prevista dal decreto legislativo 152/2006 per la gestione dei reflui prodotti dall’attività di lavaggio auto, classificati come acque reflue industriali per il loro potenziale inquinante.
Gli accertamenti hanno inoltre rilevato che le acque di lavaggio venivano scaricate direttamente nella rete fognaria comunale senza alcun trattamento depurativo, tramite un pozzetto collegato alla fognatura pubblica e senza separazione tra reflui industriali e quelli assimilabili a domestici. All’interno del sistema sono stati riscontrati solidi in sospensione e oli minerali non trattati.
Irregolarità analoghe sono state riscontrate anche nel secondo autolavaggio, dove è stata accertata la mancanza dell’autorizzazione ambientale e l’assenza di un adeguato sistema di gestione delle acque meteoriche e di prima pioggia.
Le autorità sottolineano come i reflui derivanti dal lavaggio dei veicoli, se non correttamente trattati, possano rappresentare un serio rischio per l’ambiente, in particolare per le acque marine e le falde sotterranee. I sequestri sono stati eseguiti sotto il coordinamento della Procura di Trapani, che proseguirà gli accertamenti per chiarire nel dettaglio eventuali ulteriori responsabilità.