L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’autorizzazione all’utilizzo della base di Naval Air Station Sigonella, uno degli snodi strategici più importanti del Mediterraneo. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi e riportato da fonti informate, riguarda la richiesta di atterraggio di alcuni velivoli militari statunitensi diretti verso il Medio Oriente.
Secondo quanto emerso, il piano di volo prevedeva uno scalo tecnico a Sigonella prima della prosecuzione della missione. Tuttavia, la comunicazione sarebbe arrivata quando gli aerei erano già in volo e, soprattutto, senza una preventiva autorizzazione da parte delle autorità italiane.
Dalle verifiche effettuate, si è appreso che non si trattava di voli logistici o di routine – normalmente consentiti nell’ambito degli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti – ma di operazioni con caratteristiche diverse, non automaticamente autorizzabili. Per questo motivo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha disposto il diniego all’atterraggio.
La richiesta riguardava, in particolare, l’impiego di bombardieri, una tipologia di asset militari che richiede procedure autorizzative più complesse. In casi simili, infatti, è necessario un passaggio istituzionale che può coinvolgere anche il Parlamento, soprattutto quando si tratta di missioni con potenziali implicazioni operative in aree di crisi.
Sigonella, pur essendo una base utilizzata dalle forze statunitensi e dalla NATO, resta sotto sovranità italiana. Il suo utilizzo è regolato da accordi specifici che distinguono tra attività ordinarie e operazioni militari straordinarie. Il mancato rispetto delle procedure previste ha quindi portato allo stop da parte del governo italiano.
L’episodio si inserisce in un contesto internazionale particolarmente delicato. Le tensioni in Medio Oriente restano elevate e, nelle stesse ore, il Parlamento iraniano ha approvato una misura che introduce un pedaggio per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, riaffermando il ruolo sovrano di Teheran su uno dei punti nevralgici per il traffico energetico mondiale.
In questo scenario, la decisione italiana appare come una scelta di cautela politica e istituzionale, volta a evitare un coinvolgimento indiretto in operazioni militari non previamente concordate. Un segnale chiaro che ribadisce il principio di sovranità nazionale anche all’interno delle alleanze internazionali.
M5S: Pressione popolare costringe governo a marcia indietro - “Il governo italiano, è stato costretto dalla pressione popolare a negare l’utilizzo della base di Sigonella per operazioni militari e logistiche che riguardano la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La Sicilia non vuole e non può dare alcun contributo a qualsiasi guerra e il Movimento 5 Stelle continuerà a sottolinearlo a tutti i livelli istituzionali. La Sicilia e’ terra di pace e tale deve rimanere”.
Lo dice il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola.
“Appena due settimane fa - sottolinea Di Paola - denunciavamo la totale in azione del governo regionale sulle scorribande dei militari americani che, con i loro elicotteri, sorvolavano e atterravano sulle Madonie. Non possiamo permettere che i siciliani vengano messi a rischio per logiche di sudditanza del nostro Paese verso altri Paesi” - conclude.