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01/04/2026 19:20:00

Cure a casa, l’Asp Trapani punta su reti territoriali e nuovi modelli organizzativi

Rafforzare la sanità territoriale, migliorare la presa in carico dei pazienti fragili e potenziare l’integrazione tra professionisti e servizi: sono questi gli obiettivi al centro dell’iniziativa promossa dall’Asp di Trapani dedicata all’assistenza sanitaria domiciliare.

 

L’evento coinvolge 90 partecipanti tra personale sanitario, sociosanitario, tecnico e amministrativo del Dipartimento Cure Primarie e dei Distretti sanitari aziendali. Un percorso formativo accreditato ECM che mira a fornire strumenti aggiornati e operativi alla luce delle più recenti evoluzioni normative, organizzative e tecnologiche.

Particolare attenzione è riservata ai modelli introdotti dal DM 77/2022 e dal PNRR, con un focus sulle reti territoriali, sull’integrazione multiprofessionale e sulla qualità della presa in carico dei pazienti cronici, fragili e non autosufficienti.

 

Responsabile scientifico dell’iniziativa è Luca Fazio, direttore del Dipartimento Cure Primarie e componente del tavolo tecnico regionale per l’applicazione dei nuovi modelli di assistenza territoriale in Sicilia. Tra i docenti anche Angelo Casano, medico di assistenza primaria e segretario provinciale della FIMMG.

L’iniziativa, voluta dal Commissario straordinario dell’Asp Trapani, conferma l’impegno dell’Azienda nel potenziamento della sanità di prossimità attraverso percorsi formativi mirati a rafforzare il raccordo tra professionisti, servizi e istituzioni, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia dell’assistenza domiciliare e garantire la continuità delle cure.

 

I lavori approfondiscono in particolare lo scenario e la governance dell’assistenza domiciliare, analizzando il ruolo e il coordinamento tra ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), COT (Centrale Operativa Territoriale) e Case della Comunità. Ampio spazio è dedicato anche agli strumenti di valutazione multidimensionale, alla stratificazione del bisogno e al Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI), oltre al ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità.

 

Non mancano focus sull’integrazione sociosanitaria e sul rapporto con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialistica ambulatoriale, servizi sociali e terzo settore, insieme a un confronto sulle criticità operative e sulle possibili soluzioni organizzative.

Tra i temi trattati anche i modelli avanzati di assistenza domiciliare per pazienti cronici complessi, le condizioni di fragilità e disabilità, la non autosufficienza, l’integrazione con le cure palliative e il tema delle dimissioni protette. Previsto infine un modulo dedicato a qualità, sicurezza e sostenibilità del sistema, con attenzione agli indicatori di processo ed esito, al monitoraggio e alla riduzione delle ospedalizzazioni evitabili, oltre a un laboratorio pratico basato su casi reali e simulazioni di presa in carico territoriale.