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01/04/2026 06:00:00

Sanità siciliana, stop da Roma: rete ospedaliera bocciata, piano da rifare

Bocciata a Roma la rete ospedaliera siciliana. Il governo nazionale torna a frenare sulla sanità dell’Isola e lo fa con un giudizio che pesa come un macigno sull’operato della giunta regionale guidata da Renato Schifani.

Il decreto che ridisegna la rete ospedaliera viene respinto dal Ministero della Salute, sotto la guida di Orazio Schillaci. Secondo i tecnici del dipartimento Programmazione, il documento trasmesso dalla Regione presenta “numerosi disallineamenti e incongruenze”, tali da non consentire nemmeno un’istruttoria completa.

In una comunicazione formale, il ministero sottolinea come la documentazione inviata non sia adeguata a rappresentare correttamente la revisione della rete ospedaliera. Il tono, tutt’altro che interlocutorio, è quello di un richiamo deciso: si chiede alla Regione di trasmettere con urgenza materiali completi, coerenti e pienamente rispondenti alle indicazioni già fornite. In caso contrario, il piano verrebbe comunque portato al tavolo di monitoraggio, ma nella sua forma incompleta, con esiti facilmente prevedibili.

Un passaggio che lascia intuire come ci siano stati già precedenti rilievi, probabilmente rimasti senza risposta, e che espone il decreto al rischio concreto di una bocciatura definitiva anche nelle successive fasi di verifica.

 

Sanità siciliana nel mirino

L’assessorato regionale alla Salute, guidato da Daniela Faraoni, finisce nuovamente nel mirino dopo le inchieste che ne hanno segnato il percorso. La rete ospedaliera arrivata a Roma è stata costruita anche con il contributo dell’ex direttore della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, oggi coinvolto in vicende giudiziarie.

Fratelli d’Italia chiede di avere il controllo dell’assessorato alla Salute, ma si scontra con gli azzurri di Forza Italia, che non gradiscono la mossa.

 

I rilievi ministeriali

I tecnici ministeriali evidenziano incongruenze già nella programmazione dei posti letto: da un lato risultano cancellati posti ancora da attivare, dall’altro non viene chiarito dove saranno collocati nuovi reparti, come quelli di psichiatria. In diversi casi, inoltre, vengono previste specialità in ospedali che non dispongono delle strutture adeguate.

Non mancano rilievi sugli accorpamenti di presidi e, soprattutto, sull’organizzazione delle reti fondamentali per l’emergenza e la cura: dalla gestione dell’infarto ai politraumi, dai dipartimenti di emergenza ai punti nascita, fino ai servizi di trasporto materno e neonatale. Proprio su questi aspetti il ministero chiede una definizione più chiara e coerente dell’intero sistema.

Per intervenire su tutti questi rilievi sarà necessario modificare il decreto: si ripartirà da un nuovo passaggio in Commissione Sanità dell’ARS e da una successiva approvazione in giunta.

Intanto, dal mondo sindacale arrivano critiche durissime. Renato Costa, responsabile sanità della CGIL Sicilia, parla di un piano privo di visione strategica e denuncia il rischio concreto per la qualità dell’assistenza e per la tenuta del sistema sanitario regionale.

 

M5S sulla bocciatura della nuova rete ospedaliera siciliana

“Apprendiamo dalla stampa che Roma ha bocciato la nuova rete ospedaliera siciliana disegnata dal governo Schifani. La cosa non ci meraviglia affatto, anzi. Abbiamo detto in tutte le sedi e in tutte le salse che era nulla più di un pessimo restyling di quella vecchia. Quello che ci amareggia, oltre all'ennesimo danno cagionato ai siciliani, è che la commissione sanità dell'Ars debba apprendere queste notizie dalla stampa, visto che l'assessorato alla Sanità si è guardato bene dall’informarci della bocciatura ministeriale, come si era guardato bene dall'informarci dei rilievi che, deduciamo, saranno stati fatti in precedenza. È questo l'ennesimo fallimento del governo Schifani che finora ha collezionato solo disastri in serie su tutti i fronti. Quando andranno a casa sarà sempre troppo tardi”.

Lo affermano il capogruppo M5S all'Ars Antonio De Luca e il deputato Carlo Gilistro entrambi componenti della VI commissione di Palazzo dei Normanni.

“Che questa rimodulazione - dicono i due deputati - era l'ennesima occasione persa, lo abbiamo detto più volte senza essere ascoltati. Hanno voluto fare in fretta piuttosto che fare bene e i nodi, che sono tanti, stanno cominciando a venire al pettine. Questa rete è il trionfo dell'improvvisazione, solo un pessimo restyling di quella precente, che a sua volta era una modifica di quella mai entrata in vigore dell’allora assessore Gucciardi. Non considera tantissime cose che dovevano essere invece i pilastri del nuovo piano come, solo per fare qualche esempio, il calo demografico intercorso negli anni, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia che ha delle discrepanze impressionanti tra le province”.