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01/04/2026 06:00:00

La partita politica di Erice: dopo gli ultimi scossoni si cerca di blindare la maggioranza

Gli scossoni che hanno ridisegnato il consiglio comunale di Erice - tra passaggi di consiglieri all'opposizione e la costituzione di ben tre gruppi consiliari - stanno sortendo i loro effetti. Non sono mancate le polemiche in seguito del turbolento consiglio del 26 marzo scorso, tra prese di posizione e nuovi attacchi politici alla maggioranza di Daniela Toscano. E se un indizio non fa una prova, i decisi interventi di singoli e forze politiche indicano chiaramente che la partita per le elezioni del 2027 è aperta. 

 

Il caso Mazzeo e le reazioni politiche

 

Il passaggio della consigliera Sofia Mazzeo dalla maggioranza – cioè il gruppo che sostiene la sindaca – all’opposizione rappresenta lo strappo più incisivo di questa fase politica. Non si è trattato, però, di una scelta inattesa: da tempo la consigliera votava più spesso insieme all’opposizione che con la maggioranza di cui formalmente faceva parte. Proprio per questo, all’interno del Partito Democratico ericino, il suo passaggio è stato letto anche come un chiarimento necessario, utile a eliminare ambiguità ormai evidenti.

Un precedente si era già registrato nel novembre 2025, quando Maria Grazia Passalacqua aveva abbandonato il gruppo del Partito Democratico, dichiarando che il partito “aveva smarrito la via” e scegliendo di votare in autonomia, in base alla coerenza con il proprio percorso politico.

Le due vicende, tuttavia, non si collocano soltanto sul piano locale. Sofia Mazzeo è figlia di Alberto Mazzeo, presidente del Consiglio comunale di Trapani e figura politicamente vicina al deputato regionale Mimmo Turano. Maria Grazia Passalacqua, invece, è legata all’area del deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, a sua volta vicino al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, espressione dello stesso schieramento politico della sindaca di Erice, Daniela Toscano.

Questo intreccio di relazioni fa sì che le scelte delle due consigliere non riguardino soltanto gli equilibri del Consiglio comunale di Erice, ma si inseriscano in dinamiche politiche più ampie, che coinvolgono anche la città di Trapani e il livello regionale.

Nonostante le analogie, le due vicende hanno prodotto effetti molto diversi. L’uscita di Passalacqua non aveva generato particolari tensioni. Al contrario, il passaggio di Mazzeo ha assunto un significato più marcato, diventando un vero punto di frattura.

Il motivo risiede nel collegamento diretto con quanto sta accadendo a Trapani. Qui il gruppo politico “Trapani Tua”, vicino al deputato regionale Mimmo Turano e parte dell’attuale maggioranza che sostiene il sindaco Tranchida, è ormai vicino a una possibile uscita dall’alleanza di governo.

In questo senso, il passaggio di Mazzeo può essere letto anche come un segnale anticipatore: ciò che sta accadendo a Erice potrebbe riflettere, o addirittura precedere, cambiamenti politici più ampi, mettendo in discussione gli equilibri anche nel capoluogo.

 

“Moderati per Erice” e il tema della coerenza

 

Sul tema dell'importanza del rispetto del mandato elettorale è intervenuto anche lo storico gruppo "Erice che vogliamo", che ha il riferimento in Paolo Genco ma conta anche la presenza dell'assessora Rossella Cosentino. Paolo Genco, nel comunicare la nascita del gruppo "Moderati per Erice" ha ribadito il proprio sostegno all'amministrazione Toscano. Il gruppo è composto da Carmelo Peralta (capogruppo), Antonio Pierucci (vice), Vito Riggio e Marcello Virzì. Quest'ultimo è fratello dell'assessore di Trapani Giuseppe Virzì, e subentrato in surroga alle dimissioni di Pietro Vultaggio, oggi portavoce del sindaco Giacomo Tranchida a conferma dei legami politici tra Erice e il capoluogo.

 

La linea politica della responsabilità

 

Nella nota, il movimento sottolinea il valore della coerenza come elemento centrale dell’azione politica, evidenziando come eventuali cambi di posizione durante il mandato rappresentino, secondo questa linea, una rottura del rapporto di fiducia con i cittadini: “Cambiare linea o prendere le distanze a metà percorso significa prima di tutto tradire la fiducia degli elettori. Chi sceglie di allontanarsi da un progetto amministrativo ha il dovere di dichiararlo chiaramente, assumendosene la responsabilità politica”.

 

Legalità come principio di governo

 

Genco pone inoltre l’accento sul tema della legalità - già anticipato da Daniela Toscano in aula consiliare, con un attacco fortissimo all'indirizzo dell'opposizione -  indicata come principio guida dell’azione amministrativa: “La legalità non si proclama, si pratica ogni giorno con atti concreti, scelte trasparenti e tutela dell’interesse pubblico”, affermano.

Un aspetto che, secondo i componenti di Erice che vogliamo", caratterizza l’operato dell’amministrazione Toscano, ritenuta coerente nel mantenere una linea improntata al rispetto delle regole. Il sostegno espresso al nuovo gruppo e alla sindaca viene quindi definito non solo politico, ma anche “valoriale”, legato a un’idea di amministrazione basata su coerenza, responsabilità e servizio.

 

Una mossa politica: blindare la maggioranza

 

La nascita del gruppo “Moderati per Erice” e il documento politico che ne accompagna l’annuncio non sono solo un atto organizzativo, ma una risposta politica precisa: blindare il perimetro della maggioranza e marcare una linea netta contro trasformismi e ambiguità.

 

L’opposizione si struttura: “Uniti per Erice 2027”

 

Dall’altro lato, però, si sta strutturando qualcosa di più di una semplice opposizione. Il gruppo “Uniti per Erice 2027”, con figure come Simona Mannina e Sofia Mazzeo, rappresenta un laboratorio politico in costruzione, con agganci chiari a dinamiche sovracomunali, in particolare all’area che fa riferimento a Mimmo Turano. Non è solo un cambio di gruppo: è un posizionamento strategico.

 

Due visioni della politica

 

Il punto di frattura più evidente è proprio quello sollevato dalla maggioranza: la coerenza. Il passaggio della consigliera Mazzeo all’opposizione, dopo mesi di voti già in dissenso, viene interpretato come la certificazione di una distanza politica maturata nel tempo. Tuttavia, dal lato opposto, quella stessa scelta viene rivendicata come legittima evoluzione politica, funzionale alla costruzione di un’alternativa.

Non è più solo uno scontro tra maggioranza e opposizione, ma tra due narrazioni inconciliabili della politica. In mezzo, il tema della legalità, diventato terreno di scontro diretto: quando la legalità entra nel linguaggio dello scontro, il rischio è sempre quello di trasformarla da valore condiviso a strumento di contrapposizione.

 

Oltre Erice: la fine della zona grigia

 

C’è poi un elemento che rende questa fase ancora più interessante: Erice non è più un sistema chiuso. L’intervento di Alberto Mazzeo e i richiami agli equilibri trapanesi dimostrano che quello che accade in aula ha già superato i confini comunali. I movimenti in corso parlano la lingua delle alleanze territoriali, non solo locali.

È questo, forse, il dato più rilevante: la politica ericina ha smesso di galleggiare in una zona grigia. Ora si muove, si espone, si divide. E soprattutto si prepara.