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01/04/2026 18:42:00

All'ospedale di Trapani hanno perso il campione per un referto istologico

Ancora l’Asp di Trapani nell’occhio del ciclone per una questione di referti non consegnati. Dopo il caso dei notevoli ritardi nella refertazione degli esami istologici, che lo scorso anno ha visto finire l’Asp trapanese agli “onori” della cronaca nazionale, adesso l'impossibilità di consegnare un referto per lo smarrimento del campione istologico prelevato.

 

E’ accaduto all’ospedale Sant’Antonio abate, dove lo scorso 15 gennaio un 49enne di Mazara è stato sottoposto ad una biopsia presso l’unità operativa di otorinolaringoiatria per una neoformazione adenoidale. Ma dopo circa 40 giorni, il medico che ha effettuato l’accertamento diagnostico ha telefonato al paziente chiedendogli di recarsi nuovamente in ospedale per una nuova biopsia, in quanto il campione istologico prelevato in gennaio era andato smarrito. Ma l’uomo, contrariato, si è rifiutato. E lo scorso 20 marzo ha chiesto copia della cartella clinica, dove però non si faceva cenno allo smarrimento del campione. Per questo, il 49enne mazarese si è impuntato e ha chiesto e ottenuto una dichiarazione con cui un altro medico dello stesso reparto ha attestato lo smarrimento. 

 

Cinque giorni dopo, il direttore di otorinolaringoiatria del Sant’Antonio abate avrebbe avviato un procedimento disciplinare nei confronti del medico che ha effettuato la biopsia in gennaio. 

 

Sull’accaduto, la direzione strategica dell’asp di Trapani afferma: “In primis si precisa che questa vicenda non riguarda il servizio di Anatomia Patologica, in quanto il presunto prelievo non è mai arrivato al servizio. La gestione del campione ricade infatti interamente sull’Unità operativa di Otorinolaringoiatria. Il nuovo responsabile del reparto, Francesco Paolo Manzella, ha saputo di questi disguidi procedurali lo scorso 6 marzo avvertendo la direzione. Quest’ultima ha avviato tempestivamente la commissione interna aziendale per verificare l’accaduto e l’esatta applicazione delle procedure sulla tracciabilità dei campioni istologici, che ha confermato l’estraneità dei fatti del servizio di Anatomia patologica. Risulterebbe dalla relazione che la dottoressa che ha preso in carico il paziente avrebbe eseguito il prelievo da sola in ambulatorio, senza infermiere, e che la documentazione clinica sarebbe stata da lei completata solo il 6 marzo. Quindi il giorno 13 marzo il neo direttore, verificato il percorso assistenziale del paziente, acquisendo la cartella clinica a supporto, ha deferito all’Ufficio provvedimenti disciplinari dell’ASP la dirigente medico, unico soggetto coinvolto a oggi, che ha preso in carico il paziente. L’evento è stato comunque ridimensionato nell’impatto clinico, in quanto lo stesso paziente, lo scorso lunedì 30 marzo, si è recato personalmente dal dott. Manzella, ribadendo la sua fiducia nell’azienda, sottoponendosi al prelievo del campione, immediatamente inviato all’Anatomia patologica. Prosegue l’iter del procedimento nei confronti della dirigente medico dell’Otorinolaringoiatria, per le determinazioni del caso da parte dell’Ufficio provvedimenti disciplinari”.