Scandalo referti, l’Asp di Trapani corre ai ripari: c'è il consulente per i risarcimenti
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L’ASP di Trapani ha nominato un consulente esterno per affrontare la questione dei risarcimenti legati ai ritardi nella refertazione, a un anno dallo scandalo.
Un’emergenza sanitaria che ha superato ogni record di inefficienza e che ha messo in ginocchio l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, con 3.300 esami istologici accumulati e referti consegnati anche dopo mesi di attesa, in alcuni casi quando ormai era troppo tardi per intervenire. La vicenda è esplosa dopo la denuncia di Maria Cristina Gallo, professoressa di Mazara del Vallo, che ha atteso otto mesi per ricevere l’esito dei suoi esami e ha raccontato pubblicamente un sistema al collasso prima di morire. Gallo è deceduta il 10 ottobre 2025.
Le ispezioni ministeriali e regionali hanno evidenziato gravi disfunzioni organizzative nei reparti di Anatomia patologica, con sistemi informatici di tracciamento mai entrati in funzione e protocolli mancanti. Ritardi che, secondo la Procura, avrebbero aggravato le condizioni di pazienti oncologici e, in alcuni casi, contribuito a decessi. Oggi lo scandalo continua ad avere conseguenze giudiziarie e civili, con medici indagati, richieste di risarcimento e una gestione amministrativa sotto esame, mentre la comunità attende risposte e responsabilità.
Le richieste
Sono dieci le richieste risarcitorie stragiudiziali presentate da pazienti oncologici, che mettono sotto pressione l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani. Al centro delle contestazioni ci sono i ritardi nella refertazione degli esami istologici da parte delle Unità operative di Anatomia patologica di Trapani e Castelvetrano, ritardi che – secondo i pazienti – avrebbero inciso negativamente sulle loro condizioni di salute. Le diffide e le messe in mora sono state notificate all’ASP a partire dal novembre 2024.
A seguito dell’istruttoria condotta dal Servizio legale e contenzioso, la documentazione sanitaria è stata trasmessa alla Medicina legale aziendale, che dovrà esprimere un parere tecnico da sottoporre poi alla valutazione collegiale del CAVS, l’organismo chiamato a determinare le eventuali responsabilità.
La delibera
Il 30 gennaio 2026, vista la complessità dei casi clinici e il rischio di conseguenze economiche rilevanti per l’Azienda, l’ASP ha deciso di affiancare ai propri specialisti interni un consulente esterno. La delibera è del commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, che ha conferito l’incarico al dottor Antonio Guajana, specialista in Medicina legale, chiamato a esaminare e valutare, insieme ai medici dell’Azienda, le dieci posizioni oggetto delle richieste risarcitorie.
Lo specialista avrà un compenso complessivo di 9.150 euro per la valutazione delle dieci posizioni, oltre a 250 euro per ciascun incontro del CAVS, ipotizzando dieci sedute. La spesa graverà sul capitolo di bilancio “Oneri per liti e risarcimenti” dell’esercizio 2026.
L’atto, pur avendo natura tecnica, fotografa una situazione delicata: quella di un sistema sanitario chiamato a rispondere non solo sul piano clinico, ma anche su quello della responsabilità e della tutela dei diritti dei pazienti. In attesa delle valutazioni medico-legali, resta aperta una vicenda che rischia di avere ripercussioni significative, tanto sul piano giudiziario quanto su quello della fiducia dei cittadini verso l’ASP.
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