Una novità attesa da tante famiglie della provincia di Trapani. All’ospedale Sant’Antonio Abate prende il via, da questo mese di maggio, il nuovo servizio di risonanza magnetica con assistenza anestesiologica dedicato ai pazienti pediatrici. Un passo importante per evitare ai bambini e ai loro genitori i frequenti viaggi fuori provincia per effettuare esami diagnostici complessi.
Il nuovo percorso assistenziale è stato attivato dall’Asp di Trapani grazie alla collaborazione tra l’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Giovanni Ippati, e quella di Radiodiagnostica, guidata dal dottor Massimo Molino.
L’obiettivo è duplice: ridurre la migrazione sanitaria e rendere più umano e meno traumatico il percorso di cura dei piccoli pazienti.
Due giornate al mese dedicate ai bambini
Il protocollo prevede due giornate mensili interamente riservate alla diagnostica pediatrica programmata. Si tratta di un’organizzazione specifica pensata per i bambini che devono sottoporsi a risonanza magnetica e che, per età o condizioni cliniche, necessitano di sedazione o narcosi per affrontare l’esame in sicurezza.
La presenza costante dell’anestesista consentirà di garantire la totale immobilità del piccolo paziente durante l’esame, condizione indispensabile per ottenere immagini diagnostiche accurate.
I bambini saranno accolti in regime di Day Service: verranno ricoverati in giornata, sottoposti alle valutazioni preliminari e, dopo l’esame e il periodo di osservazione post-anestetica, potranno tornare a casa nello stesso giorno.
Un servizio nato da un bisogno reale
La decisione dell’Asp nasce dall’aumento costante delle richieste di esami radiologici in età pediatrica. Finora, molte famiglie erano costrette a rivolgersi ad altre province siciliane o a strutture fuori regione per ottenere prestazioni di questo tipo.
Effettuare sedazioni pediatriche fuori dalla sala operatoria richiede però standard di sicurezza molto elevati e una macchina organizzativa complessa. Da qui la scelta di creare un percorso dedicato, costruito sulla collaborazione tra i diversi reparti ospedalieri.
“Abbiamo scelto una modalità operativa che mette al centro il bambino e la sua famiglia – spiegano i responsabili del servizio – garantendo efficacia diagnostica e minore stress per i piccoli utenti”.