Crisi del vino in Sicilia: le cantine sociali lanciano l’allarme e chiedono interventi
Si alza forte la voce delle cantine sociali siciliane di fronte alla crisi che sta investendo il comparto vitivinicolo regionale. Nella sede di Legacoop Sicilia, si è svolta un’assemblea partecipata promossa insieme a Confcooperative Sicilia, con l’obiettivo di analizzare le criticità del settore e avanzare proposte concrete.
All’incontro hanno preso parte i presidenti Filippo Parrino e Gaetano Mancini, insieme ai rappresentanti di numerose realtà cooperative dell’isola. Tra queste, alcune delle principali cantine sociali siciliane come Cantine Settesoli, Colomba Bianca, Cantine Paolini, CVA Canicattì e Cantina Birgi.
Un settore sotto pressione
Dal confronto è emerso un quadro preoccupante: il comparto vitivinicolo siciliano è oggi schiacciato da più fattori concomitanti. Pesano le tensioni internazionali, che hanno fatto lievitare i costi energetici e dei carburanti, ma anche gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sulle produzioni. A questo si aggiunge la contrazione dei consumi di vino, sia in Italia che sui mercati esteri.
Le cooperative hanno ribadito il loro ruolo centrale nel sistema economico regionale. «Le cantine sociali non sono solo imprese produttive – hanno sottolineato Parrino e Mancini – ma rappresentano un presidio di legalità, coesione sociale e sviluppo sostenibile, garantendo reddito e occupazione a migliaia di famiglie».
Le richieste: misure immediate e strategie future
Tra le priorità indicate dall’assemblea emerge la necessità di attivare con urgenza strumenti straordinari. In particolare, viene richiesta la distillazione di crisi, ritenuta una misura immediata per ridurre le eccedenze, riequilibrare il mercato e assicurare liquidità alle imprese.
Accanto agli interventi emergenziali, le cantine chiedono però anche una visione di lungo periodo. Centrale è il tema della capitalizzazione delle cooperative, indispensabile per rafforzarne la solidità, sostenere investimenti in innovazione e qualità e garantire stabilità ai soci produttori.
Rilancio del comparto
Ampio consenso è stato espresso sulla necessità di una strategia complessiva di rilancio del vino siciliano, capace di coniugare competitività e sostenibilità, puntando sulla valorizzazione delle produzioni di qualità e su un rafforzamento delle politiche di promozione nei mercati nazionali e internazionali.
Al termine dell’incontro è stato approvato un documento unitario con analisi e proposte operative, che sarà inviato all’Assessorato regionale all’Agricoltura per avviare un confronto istituzionale rapido.
Le organizzazioni promotrici hanno infine confermato la disponibilità a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni concrete e tempestive, a tutela di un settore che resta uno dei pilastri dell’economia agricola siciliana e un elemento identitario del territorio.
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