Il Consiglio comunale di Alcamo ha approvato all’unanimità il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse, la cosiddetta “rottamazione-quinquies”. Il provvedimento, votato nella seduta del 1° aprile con 21 consiglieri presenti, punta a consentire ai cittadini di regolarizzare la propria posizione con il Comune a condizioni più favorevoli.
La misura riguarda diverse tipologie di tributi e entrate locali: Imu, Tari, canoni idrici, Cup (canone unico patrimoniale), oneri di urbanizzazione e costi di costruzione. Il punto centrale è l’abbattimento delle sanzioni e degli interessi: totale per chi sceglie il pagamento tramite addebito in conto corrente, ridotto comunque dell’80% per le altre modalità.
I contribuenti potranno saldare il debito in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure optare per una rateizzazione. Per importi fino a 50 mila euro sono previste fino a 36 rate mensili (con minimo 100 euro), mentre per somme superiori si potrà arrivare a 60 rate. Anche in questo caso, la prima scadenza resta fissata al 31 luglio.
Le domande dovranno essere presentate online: le modalità saranno rese note entro il 15 aprile, mentre il termine per aderire è fissato al 31 maggio 2026.
“Si tratta di una misura di buon senso e responsabilità che consentirà ai contribuenti di rimettersi in regola con il Comune, grazie all’abbattimento di sanzioni e interessi”, ha dichiarato il sindaco Domenico Surdi, sottolineando il lavoro condiviso del Consiglio.
Per l’assessore alle Entrate Vittorio Ferro si tratta di “un’opportunità reale per chi vuole chiudere le proprie pendenze e ripartire”, ma anche di uno strumento utile a migliorare la capacità di riscossione dell’ente e garantire maggiore equità.
Soddisfazione anche da parte del presidente del Consiglio Saverio Messana, che ha evidenziato come il regolamento consenta di regolarizzare posizioni fino al 2025, definendolo “un risultato notevole per i contribuenti”.
L’obiettivo, in sintesi, è duplice: da un lato dare respiro a famiglie e imprese, dall’altro rafforzare le entrate comunali senza pesare ulteriormente sui cittadini.