"Vendemmia verde misura strategica per il comparto vitivinicolo"
Si accende il dibattito attorno al bando della vendemmia verde e, dopo le critiche dei giorni scorsi, interviene Ignazio Genna per respingere le accuse e difendere la misura, ritenuta strategica per il comparto vitivinicolo.
Secondo Genna, le contestazioni non nascerebbero da reali criticità tecniche, ma avrebbero una chiara matrice politica. “Intervengo su qualche polemica sterile sul bando della Misura della Vendemmia Verde, polemiche politiche della parte avversa”, esordisce, parlando apertamente di un tentativo di “screditare un bando serio e strategico per il settore”.
Nel merito, Genna sottolinea che la misura segue criteri precisi e normati: “Esistono parametri chiari e tabelle obbligatorie che stabiliscono il contributo per ettaro: parlare di arbitrarietà o favoritismi significa non conoscere le norme oppure scegliere consapevolmente di distorcerle”. Un punto centrale, questo, per ribadire che non ci sarebbero margini discrezionali nella distribuzione dei contributi.
La vendemmia verde, inoltre, viene inserita in un quadro più ampio di interventi a sostegno del settore: “Non è un intervento isolato, ma parte di un sistema più ampio di misure, tra cui la distillazione, finalizzate a sostenere il comparto e ad aumentare il valore del prodotto”.
Un altro aspetto evidenziato riguarda la volontarietà dell’adesione: “Ogni agricoltore decide in autonomia se partecipare e su quali superfici intervenire, spesso scegliendo quelle meno produttive, in un’ottica di gestione efficiente e sostenibile dell’azienda”.
Da qui la critica più dura agli avversari politici: “Risultano ancora più gravi gli attacchi strumentali di chi, pur di raccogliere qualche consenso, preferisce alimentare sfiducia invece di confrontarsi nel merito”. Un atteggiamento che, secondo Genna, rischia di avere effetti negativi non solo sul piano politico, ma soprattutto sugli agricoltori e sul territorio.
Infine, l’appello a riportare il confronto su basi concrete: “Chi lavora concretamente per rafforzare le imprese agricole e creare valore merita rispetto. Il resto è propaganda”. E conclude indicando la necessità di un lavoro coordinato tra istituzioni locali e livelli di governo, per proseguire nella direzione tracciata.
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