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10/04/2026 02:00:00

Traffico di rifiuti ad Alcamo, cade l'accusa più pesante di associazione per delinquere

Si sgonfia l’impianto accusatorio della maxi inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti che aveva coinvolto la “Milotta ricambi e metalli” e altre società del territorio. Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto l’archiviazione dell’ipotesi di associazione per delinquere, uno dei capi più gravi contestati inizialmente.

Restano però le responsabilità individuali: cinque imputati hanno scelto di patteggiare, definendo così la propria posizione davanti al Gup di Palermo. Le pene concordate riguardano reati ambientali e, in diversi casi, sono state sospese o convertite in lavori di pubblica utilità.

Tra le posizioni definite, quelle di imprenditori e operatori del settore del recupero dei metalli. Per una delle società coinvolte è stata anche applicata una sanzione pecuniaria significativa.

 

Inchiesta ridimensionata

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, aveva ipotizzato inizialmente un’organizzazione strutturata per la gestione illecita dei rifiuti. Un quadro che, nel corso del procedimento, è stato progressivamente ridimensionato.

Già nei mesi scorsi erano stati revocati alcuni sequestri, anche rilevanti per l’attività delle aziende coinvolte, segnale di un indebolimento delle accuse più pesanti.

 

Posizioni separate

Per gli altri indagati si procederà con iter distinti. Le loro posizioni saranno valutate singolarmente, fuori dal contesto della presunta associazione che, di fatto, non ha retto alla verifica processuale.

L’inchiesta, avviata nel 2024 e sviluppatasi fino ai primi mesi del 2026, cambia così volto: da presunto sistema organizzato a una serie di contestazioni individuali, in parte già chiuse con i patteggiamenti.