Ales Loverde torna a Trapani: il 23 aprile live all’Ariston
Dopo anni tra Stati Uniti ed Europa, Ales Loverde torna a Trapani e lo fa con uno spettacolo intimo e personale, in scena il prossimo 23 aprile al teatro Ariston. Un ritorno che non è solo artistico, ma anche umano, perché segna il primo spettacolo ufficiale in Italia di un percorso nato lontano, durante il periodo del Covid, e cresciuto tra introspezione, musica e racconto.
Loverde riparte da sé stesso, da una riflessione profonda su ciò che resta quando tutto si ferma. «Avevo avuto una bella carriera negli Stati Uniti, con spettacoli grandi dove facevamo ballare la gente – dice – poi il mondo si è fermato e mi sono chiesto cosa mi rimaneva». La risposta è arrivata in Polonia, a Cracovia, città che definisce «molto romantica», dove ha trovato un rifugio creativo e una nuova energia.
È lì che prende forma uno spettacolo che mescola musica, parole e improvvisazione, un viaggio emotivo che attraversa le storie più intime dell’artista. «Sono partito da zero, sconosciuto in un posto sconosciuto, e ho fatto un lavoro di introspezione che ha dato vita a questo progetto», spiega. Negli ultimi anni lo spettacolo ha girato l’Europa, raccogliendo consensi e creando un legame forte con il pubblico, tanto da spingere molti spettatori a tornare più volte.
Al centro c’è un linguaggio non convenzionale, che unisce canzone, racconto e spoken word. «È una formula non standard – afferma – con l’obiettivo di toccare l’essenza più profonda, quella che mi ha tenuto in vita anche nei momenti più difficili». Un’essenza che Loverde definisce chiaramente: «È trapanese, siciliana, ed è quella che mi ha dato forza».
Determinante anche l’incontro con uno strumento musicale scoperto quasi per caso a Cracovia. «Sono entrato in un negozio e ho chiesto uno strumento che non conoscessi – racconta – appena l’ho preso in mano ho iniziato a scrivere, come se mi stesse parlando». Da quel momento quella chitarra è diventata parte integrante del suo percorso artistico e dello spettacolo stesso.
Nel racconto di Loverde c’è spazio anche per il legame con la Sicilia, vista da fuori come un mito fatto di famiglia, cucina e intimità. «Negli Stati Uniti mi chiedevano spesso della Sicilia – dice – è qualcosa che affascina profondamente». Un’identità che torna oggi al centro, proprio nel ritorno a casa.
L’appuntamento del 23 aprile all’Ariston ha quindi un valore simbolico: «È giusto riportare questo racconto a chi ne fa parte – conclude – i trapanesi sono dentro queste storie».
Uno spettacolo che promette emozioni autentiche, lontano dalle formule standard, e che invita il pubblico a fermarsi, ascoltare e guardarsi dentro.
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