C’è anche un pezzo di Trapani nella nuova scena del cinema indipendente italiano che prova a costruire linguaggi alternativi e sperimentali fuori dai circuiti tradizionali.
A firmare “Blue Dream”, cortometraggio psicologico e visionario che sarà girato dal 30 maggio a Roma, è infatti Elia Esposito, autore di origine trapanese al suo debutto ufficiale dietro la macchina da presa.
Il progetto, prodotto da Officine Culturali di Luigi Rinzivillo, rappresenta per Esposito il punto di arrivo di un percorso artistico sviluppato negli anni tra scrittura, sceneggiature e ricerca visiva.
Prima di arrivare alla regia, il filmmaker trapanese aveva lavorato a diversi progetti tra noir, western contemporaneo e animazione sperimentale. Tra i lavori che portano la sua firma figurano il romanzo “American Murders”, il booktrailer di “Bassa Frequenza”, premiato al Trailers FilmFest 2016, e vari trattamenti cinematografici come “Ghost Castle” e “Che fine ha fatto Victor Nowak?”.
Negli ultimi mesi il nome di Esposito è emerso anche nel dibattito culturale trapanese grazie alla partecipazione al progetto civico “Gruppo26- Le città che vogliamo”, nato attorno a giovani artisti, professionisti e creativi del territorio con l’obiettivo di costruire uno spazio di confronto culturale e partecipazione pubblica sulla città.
Un’esperienza che racconta il tentativo di una nuova generazione trapanese di legare produzione artistica, impegno culturale e riflessione civica, senza recidere il rapporto con il territorio d’origine. Ed è anche questo uno degli elementi che rende interessante il percorso di Esposito per molti giovani della provincia che cercano spazio creativo fuori dalla Sicilia, mantenendo però un’identità fortemente legata alle proprie radici.
Ma il cuore del progetto resta “Blue Dream”, cortometraggio scritto da Naomi Lucino ed Elia Esposito, descritto dalla produzione come un’opera “intensa e visionaria” capace di fondere dramma psicologico e dimensione onirica.
Il film racconta il trauma originario di una donna e il modo in cui quell’evento finisca per deformarne progressivamente memoria, identità e percezione della realtà. Nessuna narrazione consolatoria o eroica: il corto sceglie piuttosto di esplorare la dissociazione tra mente e corpo, il peso della colpa e le conseguenze invisibili dei traumi.
A interpretare la protagonista sarà la stessa Naomi Lucino, affiancata dalla drag queen Maruska, Giulia Francia e Angelo De Angelis. Le riprese si svolgeranno tra il parco giochi di Piazza della Pace a Zagarolo e l’Ellington Club del Pigneto, due luoghi scelti anche per il loro forte impatto visivo e simbolico.
Secondo quanto riportato dalla produzione, la cifra stilistica di Esposito saranno i campi lunghi fissi, inquadrature dall’alto e una fotografia costruita su forti contrasti cromatici, nel tentativo di creare un linguaggio cinematografico distante dalle convenzioni narrative tradizionali.
Nel finale del corto, la protagonista entrerà in contatto con una realtà alternativa, intuendo ciò che la propria vita avrebbe potuto essere. Un espediente narrativo che amplia il racconto psicologico trasformandolo in una riflessione sulle possibilità mancate, sulle scelte umane e sulle vite parallele che ciascuno immagina per sé.
Dietro la produzione c’è Officine Culturali, realtà guidata da Luigi Rinzivillo, imprenditore e manager con formazione filosofica e manageriale, che negli ultimi anni ha investito in opere orientate alla sperimentazione artistica e alla ricerca narrativa.
“Blue Dream” si inserisce così in quel segmento del cinema indipendente italiano che prova a raccontare storie marginali, inquietudini contemporanee e linguaggi outsider partendo spesso da percorsi periferici e provinciali.
Ed è proprio dentro questa traiettoria che oggi si colloca anche Elia Esposito: un autore trapanese che tenta di trasformare scrittura, immaginazione e ricerca estetica in una visione cinematografica personale e riconoscibile.
Foto di Matteo Donati