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13/04/2026 07:25:00

Paceco, la maggiorana accusa il consigliere Ricciardi: “Insulti al sindaco e alla famiglia” 

A Paceco il consigliere comunale Salvatore Ricciardi pare abbia più volte utilizzato toni e parole offensive nei confronti del sindaco e della sua famiglia. Si tratterebbe, secondo la maggioranza, di comportamenti che verrebbero messi in atto quotidianamente dallo stesso Ricciardi.

 

La nota dei consiglieri
A voler stigmatizzare l’accaduto sono i consiglieri comunali Maria Basiricò, Giuseppe Ranno, Salvo Rosselli, Gaetano Rosselli, Angela Rindinella, Enzo Monaco e gli assessori Salvatore Castelli, Federica Gallo, Marilena Barbara e Pietro Cusenza, che hanno espresso “una chiara e aspra condanna nei confronti dei comportamenti tenuti dal consigliere comunale Salvatore Ricciardi nel corso del Consiglio comunale tenutosi in data 9 aprile 2026, le cui esternazioni hanno raggiunto livelli inqualificabili per un esponente delle istituzioni”.

Secondo la maggioranza, Ricciardi avrebbe riservato “parole ingiuriose e allusive non solo agli amministratori, come è solito fare, ma anche alle famiglie di questi ultimi, portando il livello dell’affronto sul piano personale e della sfera privata. Non è la prima volta che il livello delle esternazioni del consigliere Ricciardi scende a così infimi livelli. Insulti di questo tipo sono stati più volte reiterati nel corso della legislatura. Tutto ciò lede irreparabilmente l’onorabilità dell’intero Consiglio comunale. Respingiamo con determinazione qualsiasi tentativo di delegittimazione messo in atto, ormai da più di due anni, dallo stesso soggetto e che adesso ha raggiunto livelli intollerabili, scadendo fino agli insulti di carattere personale, in assoluto contrasto col giuramento iniziale che chiede di adempiere le proprie funzioni con coscienza”.

I consiglieri chiedono rispetto, correttezza, trasparenza e senso del dovere verso la comunità; si appellano al confronto democratico e riconoscono ai consiglieri di minoranza di aver svolto il proprio ruolo “offrendo un contributo al dibattito e all’azione amministrativa, pur nel contesto di un’opposizione serrata”.

 

Ciminnisi: solidarietà alla maggioranza
La deputata del M5S Cristina Ciminnisi, che ha sostenuto la candidatura del sindaco Aldo Grammatico, ha voluto esprimere piena condanna per l’accaduto: “Per l’ennesima volta il consigliere Ricciardi si è reso protagonista di uno sproloquio irriguardoso, arrivando ad allusioni offensive e inaccettabili sulla vita e sul percorso professionale di una donna. Si tratta di affermazioni gravi, che colpiscono non solo chi ne è destinatario e i suoi familiari, ma anche la dignità del confronto istituzionale. La cosa più preoccupante è che non siamo davanti a un episodio isolato. Ricciardi non è nuovo a una dialettica volgare, sopra le righe, che non ha nulla a che fare con l’opposizione politica che, come dimostrato dagli altri colleghi di minoranza, può essere esercitata con intransigenza pur senza travalicare i limiti del rispetto delle persone e delle istituzioni. Io stessa ho sperimentato in prima persona questo linguaggio, ma in nessun contesto civile questo atteggiamento può essere ulteriormente tollerato. Quando l’obiettivo è solo offendere, siamo fuori dalla politica. Questo non è confronto, non è critica, ma semplice violenza verbale”.

La deputata punta poi il dito contro il silenzio di parte della politica locale: “È grave che molti tacciano. Persino gli esponenti di Fratelli d’Italia che abitualmente si accompagnano con Ricciardi sembrano assuefatti a questo linguaggio, tollerandolo o, peggio, legittimandolo con un silenzio acquiescente, senza mai prenderne le distanze”.

Infine, l’appello alla presidente del Consiglio comunale, Teresa Soru: “La credibilità della politica passa anche dal linguaggio usato nelle sedi istituzionali. Sono certa che la presidente, quale figura di garanzia del Consiglio e in quanto donna, saprà vigilare affinché questa deriva non diventi normalità”.