Dalla cattura di Messina Denaro, 14 arrestati e il grande vuoto degli affari. Chi ha gestito il potere per trent’anni?
A oltre tre anni dalla cattura di Matteo Messina Denaro, il bilancio della rete di protezione finita in manette non può che sollevare degli interrogativi. Se è vero che lo Stato ha smantellato il cerchio dei fedelissimi, è altrettanto vero che i 14 nomi finiti dietro le sbarre dopo il 16 gennaio 2023 sembrano comporre un mosaico di protezione logistica, ma lasciano totalmente in ombra il cuore economico e istituzionale della mafia capeggiata dal boss. O almeno, quella parte di mafia relativa alla provincia di Trapani, che sarebbe stata sotto il suo dominio.
I 14 arrestati non appartengono a mondi lontani dal boss, ma rappresentano la sua cerchia più intima e territoriale. Troviamo la sorella Rosalia, custode della “cassa” e dei pizzini, e legami sentimentali storici come Laura Bonafede e la figlia Martina Gentile. Ci sono poi i “servizi logistici”: l’autista Giovanni Luppino con i figli, i “prestanome d’identità” come il geometra Andrea Bonafede e l’architetto Massimo Gentile. Infine, il medico di base Alfonso Tumbarello e il tecnico radiologo Cosimo Leone.
Una rete, certo, anche se funzionale alla sopravvivenza quotidiana e alle cure mediche del latitante. Insomma, queste persone si si sarebbero occupate di traslochi, ricette mediche, spesa al supermercato, gestione della posta riservata…
Ma dove sono i nomi della “borghesia” che conta: quella dei grandi appalti, della finanza, del grande commercio e dei palazzi del potere?
Gli arresti post-cattura non riguardano la gestione di traffici di droga, infiltrazioni in pubbliche amministrazioni o il controllo di grandi capitali. Riguardano soltanto la protezione della latitanza.
Nei suoi interrogatori, Messina Denaro ha sostenuto di non essersi occupato di affari durante la fuga per evitare di “andare a sbattere”, ovvero di attirare l’attenzione degli inquirenti. Se questa affermazione fosse vera, si aprirebbe una voragine investigativa: chi ha gestito l’economia mafiosa del trapanese negli ultimi trent'anni? Se il boss era impegnato solo a nascondersi e curarsi, chi ha tenuto le redini del traffico internazionale di stupefacenti e del controllo sistematico degli appalti pubblici?
Per anni abbiamo scritto di una latitanza trentennale garantita da una “sofisticata rete di protezione” che includeva coperture istituzionali e indizi di coinvolgimento massonico; di un sistema in grado di fornire soffiate sulle indagini e manipolare affari ad alto livello.
Ora, se è vero che la mafia, dopo le stragi, ha riacquisito quella capacità di infiltrarsi nel potere economico e amministrativo attraverso una classe dirigente incensurata, i grandi nomi di questo “livello superiore” restano ancora nell’ombra. Inoltre, se è vero che la durata della latitanza suggerisce un “patto tra mafia e apparati infedeli” che va ben oltre la complicità del medico di paese o del prestatore di identità a cui intestare le ricette o l’auto, dove sono i nomi?
Il rischio, oggi, è di aver colpito solo la “coda” operativa. Mancano i nomi dei politici e degli imprenditori che oggi costituirebbero il nucleo centrale della mafia. Ma anche quelli dei “nuovi” mafiosi che farebbero parte del braccio esecutivo. Se i 14 arrestati rappresentano lo scudo umano che ha permesso a Messina Denaro di vivere una vita quasi normale a pochi chilometri da casa, resta ancora da scoprire chi ha abitato le stanze dei bottoni dove si sono decise le sorti economiche della provincia di Trapani e oltre.
Senza l'individuazione di chi ha gestito gli affari e di chi, nelle istituzioni, ha garantito impunità per tre decenni, la cattura di Matteo Messina Denaro rischia di restare un successo a metà. Forse, da troppo tempo, ci si occupa del suo ruolo nelle stragi del 92, ma degli affari mafiosi locali sappiamo molto meno.
Egidio Morici
Strage di Via D'Amelio, revocata la condanna per calunnia a Vincenzo Scarantino
Si chiude con una svolta giudiziaria una vicenda che per anni ha rappresentato uno dei capitoli più controversi delle indagini sulla strage di via D’Amelio. La Corte d’Appello di Perugia ha infatti annullato la condanna a otto...
Avis Marsala e CeSVoP: “Io dono. Non so per chi ma so...
“Io dono. Non so per chi ma so perchè”. È questa la stella polare per ogni donatrice e ogni donatore nel percorso che, periodicamente, li conduce in Avis o all'Ospedale per offrire il proprio sangue a...
Cassazione, annullata la sorveglianza speciale per Antonello Nicosia
La Cassazione ha annullato i quattro anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno disposti nei confronti di Antonello Nicosia, ex assistente parlamentare di Sciacca, figura centrale dell’inchiesta “Passepartout” sulla...
Sbalzi termici e stile: come stratificare e definire la silhouette in...
La mezza stagione rappresenta uno dei periodi più complessi per chi desidera vestirsi con criterio e stile. Le temperature variabili, spesso imprevedibili nell’arco della stessa giornata, impongono una particolare...
Sezioni
