×
 
 
14/04/2026 09:43:00

Vaccini e morti improvvise, lo studio definitivo che smonta le bufale no - vax

Per anni è stata una delle narrazioni più insistenti, rilanciata sui social e diventata quasi senso comune in alcuni ambienti: i vaccini anti-Covid provocherebbero morti improvvise, soprattutto tra i più giovani. Una “strage silenziosa”, l’hanno definita in molti.

Adesso però arriva uno studio scientifico di grandi dimensioni a riportare la discussione sui binari dei dati. E i dati, semplicemente, raccontano un’altra storia.

 

Lo studio su milioni di persone

 

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale PLOS Medicine e condotta da un team dell’Università di Toronto, ha analizzato una platea enorme: oltre 6,3 milioni di 

persone tra i 12 e i 50 anni nella provincia canadese dell’Ontario.

Non un campione ristretto, ma una popolazione reale, seguita attraverso registri sanitari, certificati di morte e dati dei medici legali.

I ricercatori hanno individuato quasi 5 mila casi di morte improvvisa avvenuti tra il 2021 e il 2023, incrociando ogni singolo episodio con lo stato vaccinale dei soggetti: prima dose, seconda, terza.

 

Il risultato: nessun legame

 

Il punto centrale è questo: non emerge alcuna correlazione tra vaccinazione anti-Covid e aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa.

Nei periodi più “sensibili”, quelli immediatamente successivi alla somministrazione – da una a sei settimane – non si registra alcun incremento dei decessi.

È il dato che più conta, perché va a colpire direttamente l’idea, molto diffusa, che proprio nei giorni dopo il vaccino si concentrerebbero i casi sospetti.

Non è così.

 

Il falso “effetto protettivo”

 

In una prima lettura, i numeri sembravano addirittura suggerire un rischio più basso tra i vaccinati. Ma anche qui la scienza fa il suo mestiere: niente scorciatoie.

Gli autori spiegano che si tratta di un effetto statistico noto, il cosiddetto “bias del soggetto sano”. In parole semplici, chi si vaccina tende ad avere uno stile di vita più attento e un rapporto più costante con il sistema sanitario.

Corrette queste distorsioni, il risultato resta comunque chiaro: il rischio è neutro.

 

Il nodo della disinformazione

 

Lo studio chiarisce anche uno degli errori più frequenti nel dibattito pubblico: confondere ciò che accade “dopo” con ciò che accade “a causa di”.

Una morte improvvisa può avvenire dopo un vaccino, così come dopo una corsa, un viaggio in auto o una giornata qualsiasi. Ma questo non significa che ci sia un rapporto causale.

È un passaggio semplice, ma fondamentale. Ed è proprio su questa confusione che si sono costruite molte delle teorie più allarmistiche degli ultimi anni.

 

Gli effetti rari (e cosa dicono davvero i dati)

 

La ricerca non nega l’esistenza di effetti avversi rari, come miocarditi e pericarditi, già documentati soprattutto nei soggetti più giovani.

Ma aggiunge un elemento decisivo: questi casi non si traducono in un aumento delle morti improvvise nella popolazione generale.

È la differenza tra un rischio individuale raro e un fenomeno diffuso. Ed è una differenza che, nel racconto pubblico, spesso si perde.

 

Quando parlano i numeri

 

Questo studio rappresenta uno dei contributi più solidi finora disponibili su un tema che ha alimentato paure, sospetti e – non di rado – disinformazione.

La conclusione è netta: la “strage silenziosa” non trova riscontro nei dati.

E a questo punto, forse, la domanda non è più cosa dice la scienza. La scienza ha parlato.
La domanda è se siamo ancora disposti ad ascoltarla.

 

Ecco il link ufficiale all’articolo (con abstract e testo completo):

https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1004924

Titolo dello studio:
COVID-19 vaccination and sudden cardiac death in previously healthy young people: a population-based cohort study

Autore principale: Husam Abdel-Qadir (Università di Toronto)