Sicilia. Tregua nella maggioranza, ma quanto durerà?
Si è riunita martedì pomeriggio, a Palermo, l’intera coalizione di centrodestra. Un vertice necessario, quasi inevitabile, in una fase in cui il quadro politico appare tutt’altro che definito.
Bisogna serrare le fila: troppi dossier aperti, troppe partite ancora senza una direzione chiara e, soprattutto, poche certezze su cui costruire una strategia solida. Il clima, più che di slancio, è sembrato quello di una verifica interna. Non solo per fare il punto, ma per capire se esiste ancora una linea comune capace di tenere insieme sensibilità diverse e interessi spesso divergenti.
Al di là delle dichiarazioni di unità, la sensazione è che la coalizione stia attraversando una fase di assestamento, in cui ogni scelta pesa e ogni esitazione rischia di trasformarsi in un segnale politico.
In questo contesto, l’incontro di Palermo assume un valore che va oltre la semplice riunione operativa: è il tentativo di rimettere ordine e di dare un perimetro più chiaro a un’alleanza che, oggi più che mai, ha bisogno di ritrovare compattezza e visione.
Chi c’era
Presenti, insieme al presidente della Regione Renato Schifani e al presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, gli esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa e Democrazia Cristiana.
Tra i partecipanti anche gli assessori Alessandro Aricò e Alessandro Dagnino, il capogruppo di FdI Giorgio Assenza, quello della Lega Salvo Geraci, dell’Mpa Roberto Di Mauro e della DC Carmelo Pace, il presidente della III Commissione Attività produttive Gaspare Vitrano e la vicepresidente dell’ARS Luisa Lantieri.
I nodi
La Democrazia Cristiana, rappresentata dal capogruppo Carmelo Pace, ha posto il tema del ritorno in giunta, chiedendo chiarezza sugli equilibri politici. Il presidente Schifani sa che su questo punto dovrà accelerare.
A breve si metterà mano anche a un provvedimento contro il caro carburanti: è previsto un pacchetto da 25 milioni di euro a sostegno dei trasporti marittimi, dell’agricoltura e della pesca. Le risorse saranno poi incrementate con la prossima variazione di bilancio, prevista a giugno.
Noi Moderati esclusi
Al vertice non sono stati convocati i rappresentanti di Noi Moderati. Il deputato nazionale e coordinatore del partito Saverio Romano aveva chiesto una riflessione sulle cause dello stallo del centrodestra all’ARS:
“Lo avevamo fatto con spirito di collaborazione, con lealtà e chiarezza. Ma evidentemente a qualcuno questo non piace. Il centrodestra resta un riferimento importante per i siciliani e tradirlo per giochi interni sarebbe imperdonabile. La risposta è stata un vertice convocato escludendo deliberatamente la nostra componente parlamentare”.
Romano parla di una scelta “politicamente infantile” e rilancia: “Noi Moderati non è disposta a farsi silenziare. Continueremo a dire ciò che pensiamo. Mentre qualcuno pensa alle poltrone, la Sicilia aspetta”.
Molto critica anche la deputata regionale Marianna Caronia: “La crisi idrica non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di decenni di fallimenti. Le dighe perdono il 42% dell’acqua e infrastrutture come Pietrarossa sono ferme da 70 anni. Nei pronto soccorso mancano 300-400 medici e le liste d’attesa sono insostenibili. Mancano oltre 4.200 operatori sanitari”.
Un quadro duro quello tracciato dalla deputata: “Un giovane su tre è disoccupato. A Caltanissetta il 46% dei ragazzi non studia né lavora. Lo stallo istituzionale rischia di far perdere 14,7 miliardi del PNRR. Non siamo stati invitati? Preferiamo stare dalla parte dei siciliani”.
Sammartino: superare la stagione dei veleni
Da Verona, dove si trova per il Vinitaly, l’assessore regionale all’Agricoltura e vicepresidente Luca Sammartino rivendica i risultati raggiunti dal suo assessorato in termini di progetti e investimenti.
Ma avverte: è il momento di cambiare passo e superare “l’autolesionismo” del centrodestra, che rischia di travolgere la coalizione: “Con la differenza che, mentre Harry è una calamità naturale, i problemi di questa coalizione sono tutti autoprodotti”.
Tradotto: serve un nuovo approccio, prima per rispondere ai bisogni dei siciliani e poi per ricompattare la maggioranza. La Lega, sottolinea, non intende più “finire nel frullatore impazzito” della coalizione.
Il monito finale è chiaro: “Se continuiamo così, il centrodestra siciliano, oggi ancora forte, rischia alle prossime Regionali di cadere nella trappola di chi, a fasi alterne, si proclama leale ma lavora in senso opposto”.
Sul set di The Odyssey di Christopher Nolan a Favignana — uno dei progetti cinematografici più attesi e blindati degli ultimi anni — tra i professionisti al lavoro c'era anche un'impresa marsalese: la DGR...
Il centrodestra siciliano torna a confrontarsi a pochi giorni dall’ultimo incontro. I vertici regionali della coalizione si ritrovano nuovamente attorno allo stesso tavolo per affrontare alcune delle partite più delicate della stagione...
Dalla manutenzione degli aliscafi alle nuove opportunità offerte dalla blue economy: Trapani Shipyard raccoglie oltre trent’anni di competenze sviluppate nella cantieristica dei mezzi veloci e si apre oggi al mercato...
L'arresto ai domiciliari del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, disposto dal gip di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta "Corte dei Miracoli" sul Cefpas, scuote la politica siciliana e scatena le...
Ci sono gioielli da uomo che si fanno notare subito, e altri che funzionano in modo più sottile. I bracciali DoDo stanno spesso in questa seconda categoria. Hanno personalità, ma non hanno bisogno di essere...